La stagione dei 13F trimestrali, chiusa venerdì 14 agosto con il deposito dei rendiconti alla SEC, ha regalato uno degli spaccati più interessanti degli ultimi anni: sul titolo più osservato del pianeta, tre leggende della gestione attiva sono arrivate a conclusioni diametralmente opposte. Le partecipazioni fotografate al 30 giugno raccontano un mercato tutt’altro che unanime sulla regina dei chip AI, con David Tepper che rilancia, Dan Loeb che liquida ogni singola azione e George Soros che sceglie la via della copertura.
Tre 13F, tre verdetti opposti sul titolo Nvidia
Partiamo dal rialzista: l’Appaloosa Management di David Tepper ha incrementato la posizione su Nvidia (ticker: NVIDIANVDA227,60 $▲ +1,08%
NVIDIANVDA227,60 $▲ +1,08%Cap.5,27 T $P/E34,24Div.0,46%NVIDIA è leader mondiale dei processori grafici (GPU) e l'azienda simbolo della corsa all'intelligenza artificiale, con i data center come principale Apri la scheda →) di 53.500 azioni, portando il pacchetto complessivo a 1.525.000 titoli per un controvalore di circa 305,1 milioni di dollari. Un ritocco misurato ma significativo, che conferma la fiducia del gestore di Short Hills nella filiera dell’intelligenza artificiale anche dopo la lunga corsa del titolo.
Sul fronte opposto, la Third Point di Dan Loeb ha scelto la strada più drastica: azzerata l’intera posizione da 190.000 azioni. Nessuna limatura, nessun ribilanciamento parziale: un’uscita completa che, stando ai documenti, ha liberato liquidità destinata ad altre convinzioni del fondo.
La mossa più sofisticata porta però la firma del Soros Fund Management: il veicolo della famiglia Soros ha aperto opzioni put su 400.000 azioni sottostanti, per un controvalore nozionale di circa 80 milioni di dollari, mantenendo al contempo una posizione long di 1.064.635 azioni (circa 213 milioni di dollari) limata di appena 8.571 titoli. Tradotto: nessuna fuga, ma un’assicurazione contro un eventuale storno, montata sopra una partecipazione che resta pienamente in piedi.
Cosa dice (e cosa non dice) questa spaccatura
Vale la pena ricordare che il 13F è una fotografia al 30 giugno: le posizioni potrebbero essere già cambiate. Ma la divergenza tra tre investitori di questo calibro racconta bene il dibattito in corso a Wall Street sulle valutazioni dell’AI: c’è chi vede ancora spazio, chi preferisce monetizzare e chi si tiene stretto il titolo pagando un premio per dormire tranquillo.
Il mercato, intanto, sembra dare ragione ai tori: al momento di questa stesura le azioni Nvidia (NVDA) viaggiano intorno ai 227 dollari con una progressione del +6% sull’ultimo mese, e il consenso degli analisti resta tra i più solidi del listino — 95% di giudizi buy e target medio a doppia cifra sopra i corsi attuali. Le prossime settimane diranno chi ha letto meglio il momento.

