L’industria automobilistica tedesca continua a fare i conti con un ciclo economico caratterizzato da severe pressioni sui margini operativi ed un cambio di passo strutturale nei consumi internazionali. I dati contabili approvati dal gruppo di Monaco di Baviera relativi ai primi nove mesi dell’anno mostrano chiaramente come l’effetto combinato della flessione delle vendite in Estremo Oriente e dei dazi doganali oltreoceano stia rallentando il percorso finanziario dell’azienda.
La strategia del management si trova costretta a gestire una transizione complessa, accelerando gli investimenti sull’architettura di nuova generazione per rinnovare l’offerta dei veicoli elettrici mentre la redditività del business tradizionale subisce l’impatto dei costi di ristrutturazione e dell’accumulo dei volumi in magazzino. La Cina fa tuttavia paura, continuando a proporre sul mercato alternative molto più economiche e altrettanto prestanti (almeno secondo le compagnie in questione).
I numeri dei nove mesi, imparagonabili al passato
Il sunto contabile che emerge dai dettagli condivisi dal gruppo e che abbiamo per trasparenza integrato in basso, nella sezione fonti, mette in risalto una situazione a tratti drastica, con diversi indicatori in rosso. Il volume d’affari consolidato da inizio anno si attesta a 92,72 miliardi di euro con un calo del 7,3% sul 2025, mentre l’utile netto scivola a 4,32 miliardi di euro registrando un ribasso del 24,4% rispetto ai 5,71 miliardi passati. L’EBIT complessivo flette del 35,2% a 5,22 miliardi di euro ed il flusso di cassa libero dell’auto crolla a 724 milioni di euro dai 2,69 miliardi precedenti.
Nei tre mesi estivi i ricavi scendono del 5,8% a 30,45 miliardi di euro con un utile netto in contrazione del 14,7% a 1,45 miliardi ed un EBIT a 1,59 miliardi (-29,7%). Le consegne di auto scendono del 6,3% nel trimestre a 551.075 unità, scontando un crollo del 24,8% in Cina a fronte della crescita tenuta in Europa (+2,6%) ed in America (+2,5%). Sul totale dei nove mesi le consegne toccano 1,71 milioni di veicoli (-4,9%), con la Cina in contrazione del 21,8% a 376.444 vetture ed il resto dell’Asia in calo del 10,1%. Bene Germania (+7,2%), Regno Unito (+3,1%) e Stati Uniti (+3,4%).
Quali sono stati i segmenti più toccati? La flessione dei nove mesi ha colpito il brand principale BMW con 1,48 milioni di unità consegnate (-6,4%) e la gamma ultra-lusso Rolls-Royce (-12,4% a 3.592 auto), mentre il marchio Mini mostra una reazione positiva con 220.247 vetture (+6,8%). Le consegne di auto elettriche scendono leggermente a 314.552 unità (-2,7%), facendo comunque salire l’incidenza sul totale al 18,4%. La divisione moto vede volumi a 149.452 unità (-6,1%) con margini EBIT in miglioramento all’11%.
Stime 2026 tagliate e situazione del titolo
La dirigenza ha ridotto la forchetta del margine operativo dell’auto per il 2026 portandola tra -0,5% e +0,5% (rispetto al precedente 1-3%). L’aggiustamento sconta 2,5 punti percentuali di oneri legati alle uscite anticipate dei vecchi modelli prima del lancio della piattaforma Neue Klasse (al netto dei quali il margine resterebbe sopra il 2%), oltre a 1,25 punti percentuali di impatto diretto derivante dai dazi commerciali statunitensi. La società attende comunque un flusso di cassa libero dell’auto sopra i 2,5 miliardi a fine anno, prevedendo oltre 40 lanci.
Sul listino di Francoforte il titolo scambia a 57,94 euro evidenziando un marginale progresso giornaliero del +0,38%. Sebbene il recupero mensile segni un +6,79%, la tendenza di fondo evidenzia la gravità della fase correttiva con un passivo del -23,78% su base semestrale ed una flessione pari al -40% da inizio anno (YTD). Nei prossimi mesi continueremo a valutare il peso più grande che, per adesso, sembrerebbe esser dato dalla concorrenza cinese (come confermato anche da altre compagnie, come ad esempio Stellantis StellantisSTLA4,16 €▼ -1,90%
StellantisSTLA4,16 €▼ -1,90%Cap.10,60 Mld €P/E4,23Div.0,00%Stellantis N.V. è tra i maggiori produttori automobilistici al mondo, nato nel 2021 dalla fusione di FCA e Groupe PSA. Riunisce 14 marchi, tra cui FiaApri la scheda →).

