Lunedì 28 settembre Starship è arrivata in orbita. Circa 170 miglia di quota, 26 satelliti Starlink V3 dispiegati, rientro con ammaraggio riuscito. Il razzo più grande di Elon Musk ha fatto tutto quello che doveva. Eppure il titolo SpaceX ha chiuso la giornata in rosso.
Perché dovrebbe interessarti? Se hai partecipato all’IPO di giugno o hai comprato dopo, hai appena visto un paradosso da manuale. La notizia perfetta non ha spinto il prezzo verso l’alto. Il motivo non sta nel razzo, ma nella Borsa.
Il numero che spiega tutto è 328 milioni. Sono le azioni diventate vendibili dal 24 settembre, con la fine del lock-up (il periodo in cui soci e dipendenti non possono vendere dopo la quotazione). Il Motley Fool ne conta circa 319 milioni e stima un potenziale di vendite da 48,7 miliardi di dollari.
Poco prima della conferma dell’ammaraggio, SpaceXSPCX145,47 $▼ -2,16%
SpaceXSPCX145,47 $▼ -2,16%Cap.2,04 T $P/E-303,43Div.0,00%SpaceX progetta e lancia razzi (Falcon 9, Falcon Heavy, Starship) e gestisce Starlink, la maggiore costellazione satellitare al mondo. Quotata al NASDApri la scheda → scambiava intorno a 147,29 dollari, in calo dello 0,93%. Sopra i 135 dollari dell’IPO, ma lontano dal massimo storico di 225,64 dollari toccato il 16 giugno 2026.
Shotwell vende 52 milioni: le mosse dentro SpaceX prima del lancio
Il 22 settembre la presidente e COO Gwynne Shotwell ha depositato un Form 144, il modulo con cui negli Stati Uniti un dirigente annuncia una vendita di azioni. Riguarda 342.170 azioni per circa 51,96 milioni di dollari. Prezzo implicito 151,85 dollari, contro i 148 a cui trattava il titolo.
Il monitor insider di Giocareinborsa.net registra cinque operazioni di Shotwell nello stesso giorno. Le due più grosse valgono 23,4 e 22,3 milioni di dollari, poi 3,8, 1,9 e 1,2 milioni. In totale oltre 52 milioni, eseguiti tramite un piano di trading prestabilito, cioè deciso con mesi di anticipo.
Non è una fuga. Dopo le vendite Shotwell conserva 2,47 milioni di azioni Class A dirette e altri 3,11 milioni attraverso due trust familiari. Al prezzo di chiusura di 148,68 dollari, la sua quota vale ancora circa 830 milioni di dollari. Ha alleggerito, non ha lasciato la nave.
Il contesto aiuta a capire le proporzioni. L’IPO di giugno 2026 ha raccolto 85,7 miliardi di dollari, quasi il triplo del precedente record di Saudi Aramco. Oggi SpaceX capitalizza circa 1.960 miliardi di dollari. Una società così grande vive di flussi enormi, e chi vende conta quanto chi compra.
Le vendite dei manager, del resto, non sono un’esclusiva di SpaceX. Dai dati del sito, il 21 settembre il responsabile legale di NVIDIANVDA228,86 $▲ +1,68%
NVIDIANVDA228,86 $▲ +1,68%Cap.5,53 T $P/E28,10Div.0,44%NVIDIA è leader mondiale dei processori grafici (GPU) e l'azienda simbolo della corsa all'intelligenza artificiale, con i data center come principale Apri la scheda → Timothy Teter ha ceduto due pacchetti da 12 mila e 13 mila azioni, per 5,8 milioni di dollari complessivi. Dopo lunghe corse in Borsa, chi ha azioni le converte in liquidità. Succede ovunque.
La differenza sta nei numeri. Le 342.170 azioni di Shotwell sono briciole rispetto ai 328 milioni sbloccati dal lock-up. Il vero peso sul titolo arriva da lì, non dalla presidente. Il Motley Fool parla apertamente di una “tosatura” del piccolo investitore: i primi soci vendono al pubblico appena la legge lo permette.
SpaceX nel tuo portafoglio: cosa cambia dopo il lock-up
Facciamo i conti con le cifre del brief. Chi ha comprato all’IPO a 135 dollari, con il titolo a 147,29, è avanti di circa il 9%. Chi invece è entrato sul picco di giugno, a 225,64 dollari, oggi vede un calo intorno al 35%. Stesso titolo, due storie molto diverse.
La fine del lock-up cambia le regole del gioco. Prima del 24 settembre, sul mercato circolava una parte limitata delle azioni. Ora ci sono centinaia di milioni di titoli in più che possono uscire in qualsiasi momento. Più potenziali venditori significa più pressione, anche quando le notizie sono buone.
Questo non cancella il valore del volo di lunedì. I 26 satelliti Starlink V3 in orbita sono il cuore del business di SpaceX: la rete internet dallo spazio. Ma a 1.960 miliardi di capitalizzazione, il mercato ha già messo nel prezzo molti anni di lanci riusciti. La sorpresa positiva è diventata la normalità attesa.
Per chi ha SpaceX in portafoglio, la lezione è semplice. Nelle prossime settimane il prezzo dipenderà da quanti di quei 328 milioni di azioni finiranno davvero sul mercato. Il razzo può volare perfetto dieci volte, ma se i primi investitori decidono di incassare, il titolo lo sente.
Vale anche il ragionamento opposto. Un lock-up che scade è un evento noto in anticipo, scritto nei documenti dell’IPO. Chi ha comprato a giugno sapeva, o avrebbe dovuto sapere, che settembre sarebbe stato un mese di offerta abbondante. Il mercato spesso anticipa: il calo dai 225 dollari di giugno racconta anche questo.
Cosa tenere d’occhio da qui a fine anno. Primo: i nuovi Form 144, perché dicono in anticipo chi tra i grandi soci vuole vendere e quanto. Secondo: i prossimi voli di Starship e il ritmo con cui salgono i satelliti Starlink V3, il motore dei ricavi. Terzo: la tenuta del titolo rispetto ai 135 dollari dell’IPO, il livello che tutti gli operatori guardano.
Il volo di lunedì resta un successo tecnico enorme. Ma la Borsa ha i suoi tempi, e i risultati passati, in orbita come sul listino, non garantiscono quelli futuri.

