Elon Musk vuole trasformare SpaceX anche in una potenza dell’intelligenza artificiale. Secondo il Financial Times, la società cerca 40 miliardi di dollari per comprare chip Nvidia e rafforzare i suoi data center AI. La Borsa ha reagito subito: il 7 ottobre 2026 il titolo SpaceX perde il 2,09%.
Perché dovrebbe interessarti? Perché SpaceX non è più solo razzi e satelliti. Se la segui tramite un fondo tematico o replichi le mosse dei grandi gestori, la storia che hai in portafoglio sta cambiando pelle. E 40 miliardi non sono spiccioli nemmeno per Musk.
Il numero che colpisce è doppio. Da un lato i 40 miliardi di dollari della raccolta. Dall’altro il rally che l’ha preceduta: negli ultimi sette giorni SpaceXSPCX168,95 $▼ -1,73%
SpaceXSPCX168,95 $▼ -1,73%Cap.2,27 T $P/E-337,24Div.0,00%SpaceX progetta e lancia razzi (Falcon 9, Falcon Heavy, Starship) e gestisce Starlink, la maggiore costellazione satellitare al mondo. Quotata al NASDApri la scheda → ha guadagnato il 14,0%, con il prezzo a 168,95 dollari. Un balzo che il calo di oggi intacca solo in parte.
C’è poi un dettaglio di tempismo che fa discutere. Il 6 ottobre, un giorno prima della notizia, l’ETF ARKW di Cathie Wood ha venduto 54.873 azioni SpaceX per 9.388.221,57 dollari. Coincidenza o fiuto, la celebre investitrice ha alleggerito proprio sui massimi della settimana.
Musk cerca 40 miliardi per i chip Nvidia: cosa c’è dietro la mossa di SpaceX
Il piano raccontato dal Financial Times è chiaro nella direzione: comprare processori Nvidia per far crescere la capacità di calcolo di SpaceX. Sono gli stessi chip che tutti i colossi tech si contendono per addestrare i modelli di intelligenza artificiale.
Nvidia, dal canto suo, incassa un’altra conferma della sua posizione. Il 7 ottobre il titolo NVIDIANVDA237,07 $▼ -0,91%
NVIDIANVDA237,07 $▼ -0,91%Cap.5,78 T $P/E30,25Div.0,42%NVIDIA è leader mondiale dei processori grafici (GPU) e l'azienda simbolo della corsa all'intelligenza artificiale, con i data center come principale Apri la scheda → sale dell’1,50% a 242,48 dollari. Quando un cliente mette sul tavolo 40 miliardi, il fornitore raramente ci perde.
Nella stessa giornata si muove anche Intel, in rialzo dello 0,83%. Bloomberg ha riportato indiscrezioni sul progetto Terafab, l’idea di Musk di produrre chip in proprio. Due notizie in 24 ore che raccontano la stessa fame: potenza di calcolo, a qualunque costo.
Il contesto di mercato conta. Wall Street arriva da un record di S&P 500 e Nasdaq 100, spinto dall’ottimismo sugli utili del settore tech. Lunedì 5 ottobre il Nasdaq 100 aveva aggiornato i massimi storici con un rialzo intorno all’1%.
Il 7 ottobre il clima è più cauto. I futures su Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq 100 sono in lieve calo, mentre risalgono i rendimenti dei Treasury e il petrolio. Gli operatori aspettano i verbali della Fed, cioè il resoconto dell’ultima riunione della banca centrale americana.
In questo quadro la vendita di Cathie Wood acquista un senso. Lo stesso 6 ottobre ARKW comprava 36.050 azioni Amazon per 9,06 milioni di dollari e 7.733 azioni Meta per 5,74 milioni. Meno SpaceX, più big tech già affermate: uno scambio quasi alla pari in valore.
SpaceX nel tuo ETF dopo il +14%: cosa cambia davvero per chi la possiede
Partiamo dalla domanda concreta. Se hai SpaceX in portafoglio tramite ARKW o altri fondi che seguono Cathie Wood, la settimana ti ha regalato un +14,0%. Il -2,09% di oggi restituisce solo una piccola fetta di quel guadagno.
La vendita di ARKW pesa per lo 0,44% del fondo. Non è un addio, è una limatura. Chi segue Cathie Wood ha ancora SpaceX tra le posizioni, solo un po’ più leggera dopo il rally. In media, le azioni sono uscite a poco più di 171 dollari l’una.
Il vero cambiamento riguarda la natura della società. Fino a ieri avevi in mano razzi riutilizzabili e satelliti Starlink. Da oggi hai anche una scommessa da 40 miliardi di dollari sull’intelligenza artificiale, con tutti i costi che comporta.
Resta da capire come SpaceX intende raccogliere la somma. Il modo in cui si finanzia un’operazione di queste dimensioni fa differenza per chi è già socio, perché incide sul valore della sua quota. Per ora le indiscrezioni riportano l’obiettivo: la forma dell’operazione è il primo punto da seguire.
C’è poi l’effetto a catena sul resto del portafoglio. Se possiedi Nvidia, direttamente o dentro un ETF sul Nasdaq 100, un cliente da 40 miliardi è una notizia che gioca a favore. Il +1,50% di oggi lo dice, in piccolo.
Se ragioni sul medio-lungo periodo, la lezione è un’altra. Anche i titoli più in voga cambiano strada in fretta, e i grandi gestori aggiustano i pesi senza aspettare i titoli dei giornali. Il tempismo di Cathie Wood lo mostra bene.
Cosa guardare nelle prossime settimane. Primo: i dettagli della raccolta da 40 miliardi, quando e come SpaceX la porterà a termine. Secondo: i verbali della Fed e la direzione dei rendimenti. Terzo: la stagione delle trimestrali, che entra nel vivo la prossima settimana con le grandi banche attese martedì.
Un’ultima nota di prudenza: un rally del 14% in una settimana racconta il passato, non il futuro. I risultati passati non garantiscono quelli futuri, nemmeno quando a muoversi è Elon Musk.

