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Ryanair chiede il licenziamento di Martin Rolfe: “inadeguato e troppo pagato”

Quarto blocco dei radar nel 2026: la compagnia aerea irlandese sollecita l'intervento immediato del Ministro Alexander per rimuovere Martin Rolfe, accusato di inadeguatezza gestionale.

Ryanair chiede licenziamento di Martin Rolfe

La tensione tra le compagnie aeree operative nello spazio aereo d’Oltremanica e i vertici dell’aviazione civile è esplosa in uno scontro istituzionale senza precedenti. All’indomani dell’ennesimo blackout che ha paralizzato le partenze e gli arrivi su scala nazionale, Ryanair ha rotto ogni indugio diplomatico chiamando in causa direttamente il governo di Londra. La presa di posizione del vettore low cost punta il dito contro le continue vulnerabilità infrastrutturali dei radar britannici, trasformando un disservizio operativo nell’ennesimo caso politico sulla gestione delle reti strategiche di trasporto.

Il dossier: quarto tilt dell’anno e accuse alla gestione Rolfe

Il casus belli risale alla mattinata dell’8 settembre 2026, quando la piattaforma tecnologica di NATS, l’ente responsabile del controllo del traffico aereo nel Regno Unito, ha registrato un blocco critico generato da un difetto nell’elaborazione dei piani di volo. Secondo i vertici di Dublino, la dinamica replica in modo identico il clamoroso collasso verificatosi nell’agosto del 2023, smentendo le rassicurazioni allora fornite sulla tenuta delle infrastrutture ausiliarie.

Per il sistema di controllo britannico si tratta del quarto incidente operativo di primaria gravità dall’inizio del 2026, a riprova di un apparato primario fragile e di architetture di riserva incapaci di garantire la continuità del servizio durante i picchi di traffico. Parole dure sono state spese direttamente dal CEO di Ryanair.

Nel mirino del vettore è finita la distribuzione delle risorse finanziarie operate negli ultimi esercizi. Il gruppo aereo accusa l’ente di aver privilegiato l’erogazione di dividendi a beneficio della compagina (suddivisa tra l’esecutivo britannico e un consorzio di vettori aerei) a scapito degli investimenti strutturali necessari a irrobustire i data center e modernizzare il software di instradamento.

Chiesta la rimozione del vertice da 1,4 milioni di sterline

Come esposto all’interno del modulo 6K, presente per trasparenza nella nostra sezione fonti, guidare la carica è stato l’Amministratore Delegato di Ryanair, Michael O’Leary, con un appello formale indirizzato al Ministro dei Trasporti Heidi Alexander, ricordando come lo Stato detenga una partecipazione del 49% nell’azionariato di NATS. O’Leary ha bollato come insostenibile la permanenza del CEO Martin Rolfe alla guida dell’ente, definendolo inadeguato a gestire uno dei sistemi di controllo del traffico aereo più onerosi dell’intero continente europeo a fronte di un compenso annuo pari a 1,4 milioni di sterline.

Il numero uno della compagnia ha sollecitato l’immediata revoca dell’incarico, rigettando l’ipotesi di istituire ulteriori commissioni d’inchiesta parlamentari o redigere nuove relazioni tecniche destinate a rimanere inascoltate. La richiesta sul tavolo del Ministero è quella di affidare il comando della sala operativa a un profilo con comprovate competenze ingegneristiche e gestionali, in grado di garantire standard di sicurezza e affidabilità comparabili a quelli degli altri fornitori di navigazione aerea dell’Unione Europea.

Avvertenza. Contenuto a scopo informativo, non è consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento. Investire comporta rischio di perdita del capitale. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.