Energia

Lula vince e Petrobras crolla del 21%: hai il Brasile nel tuo ETF senza saperlo?

Il quarto mandato di Lula ha travolto le azioni brasiliane quotate a Wall Street: Petrobras, banche e MercadoLibre hanno perso fino a un quarto del valore in un giorno. Chi ha un ETF sui mercati emergenti lo ha sentito.

Bandiera del Brasile con grafico di borsa in calo dopo la vittoria di Lula Google DiscoverSegui giocareinborsa.net su Google DiscoverSeguici su Google Discover
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Il Brasile ha votato domenica 25 ottobre e il risultato ha sorpreso tutti. Luiz Inácio Lula da Silva ha conquistato il quarto mandato con il 51,8% dei voti contro il 48,2% di Jair Bolsonaro. Lunedì le azioni brasiliane quotate a Wall Street sono crollate in tempo reale.

Perché dovrebbe interessarti? Perché il Brasile sta dentro molti ETF sui mercati emergenti e in parecchi fondi globali. Petrobras, le grandi banche di San Paolo e MercadoLibre possono essere nel tuo portafoglio anche se non le hai mai comprate una per una.

Il numero che colpisce: Petrobras è arrivata a perdere il 21-22% tra premarket (le contrattazioni prima dell’apertura) e seduta di lunedì 26 ottobre. L’ETF iShares MSCI Brazil è sceso fino al 25% prima dell’avvio. Il real e la Borsa di San Paolo, l’indice Bovespa, hanno ceduto oltre il 10% in apertura.

Oggi, martedì 27, i listini brasiliani recuperano solo in parte. Il ministro ha promesso disciplina fiscale, cioè conti pubblici sotto controllo, e i mercati hanno tirato un mezzo sospiro. Ma la storia è ancora aperta.

Lula vince e Wall Street scarica il Brasile: da Petrobras a Nu Holdings

La reazione più dura ha colpito la finanza. Itaú Unibanco e Banco Bradesco, le due grandi banche del Paese, hanno perso tra il 23% e il 29%. Nu Holdings, la banca digitale che fu un investimento di Warren Buffett, è scesa di circa il 20-25% in un solo giorno.

MercadoLibre, il colosso dell’e-commerce latinoamericano, ha lasciato sul terreno tra il 12% e il 15%. Il Brasile è il suo primo mercato. Curioso: proprio nell’ultima seduta registrata dal tracker del sito, ARK Invest di Cathie Wood ha comprato 1.493 azioni MercadoLibre per circa 2,78 milioni di dollari nell’ETF ARKW.

Petrobras merita un capitolo a parte. È il titolo dove la politica pesa di più, perché le scelte del governo su carburanti e investimenti arrivano dritte nei conti. Sulla scheda del sito PetrobrasPBR22,61 $▲ +0,47%PetrobrasPBR22,61 $▲ +0,47%Cap.164,72 Mld $P/E6,44Div.8,22%Compagnia energetica brasiliana a controllo statale, leader nell'estrazione offshore nei giacimenti pre-sal.Apri la scheda → segna -12,5% negli ultimi sette giorni e quota 22,605 dollari.

Il paradosso si vede guardando il petrolio. L’ETC WisdomTree Brent Crude Oil sale del 5,7% in una settimana e del 138% in dodici mesi. Il greggio corre, ma Petrobras scende: a muovere il titolo è il voto, non il barile.

A pesare c’è anche il clima politico. Secondo CNBC, Bolsonaro avrebbe inizialmente rifiutato di riconoscere la sconfitta. Un’incertezza in più che gli investitori stranieri non amano, soprattutto quando il voto si decide per pochi punti.

Bloomberg segnala alcuni titoli arrivati a perdere il 50%. Non è un dettaglio. Significa che in un giorno sono spariti miliardi di valore, e che molti risparmiatori con il Brasile in portafoglio se ne sono accorti solo lunedì mattina.

Il Brasile nel tuo ETF: cosa cambia per chi ha Petrobras o un fondo emergenti

Primo punto: controlla cosa hai davvero. Un ETF sui mercati emergenti o sull’America Latina contiene quasi sempre azioni brasiliane. Un fondo pensione bilanciato o un ETF mondiale che include i Paesi emergenti può averne una fetta più piccola, ma non zero.

La differenza la fa il peso. Chi ha un ETF dedicato al solo Brasile ha vissuto lunedì come un colpo secco, con cali fino al 25% in premarket. Chi ha un fondo globale diversificato ha sentito molto meno, perché il Brasile è solo una delle tante voci.

C’è poi il cambio. Il real ha perso oltre il 10% in avvio di seduta. Per chi investe in euro è un doppio colpo: scende l’azione e scende la valuta in cui è pagata. È il motivo per cui i mercati emergenti ballano più degli altri.

Il rimbalzo di oggi dice qualcosa. Le promesse di disciplina fiscale hanno fermato l’emorragia, almeno per ora. Chi è già investito in Brasile non ha davanti un quadro definitivo: ha davanti un governo che deve ancora mostrare i numeri.

E Petrobras? Con il greggio forte, i conti della società non dipendono dal prezzo del barile ma da cosa deciderà Brasilia. Per chi la tiene in portafoglio, o la trova dentro un ETF energia o emergenti, la partita si gioca sulle prossime mosse del governo, non sulla prossima quotazione del petrolio.

Cosa guardare nelle prossime settimane. Primo: i messaggi del governo Lula sui conti pubblici, perché proprio quelli hanno frenato il crollo martedì. Secondo: il real contro il dollaro, il termometro più rapido della fiducia. Terzo: la scheda Petrobras e i prossimi movimenti di ARK su MercadoLibre, che il tracker del sito aggiorna a ogni seduta.

Una cosa è certa: un risultato elettorale ha mosso in un giorno più di quanto il petrolio abbia fatto in settimane. I risultati passati non garantiscono quelli futuri, e il Brasile lo ha ricordato a tutti lunedì mattina.

Avvertenza. Contenuto a scopo informativo, non è consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento. Investire comporta rischio di perdita del capitale. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.