Riuscire a coniugare la tenuta dei bilanci aziendali con interventi ad impatto sociale sul territorio rappresenta una sfida complessa, soprattutto durante le fasi di forte volatilità delle materie prime e di malcontento per il carovita. L’approvazione dei conti del terzo trimestre del 2026 da parte del gruppo guidato da Claudio Descalzi offre una dimostrazione di forza industriale ed operativa, mostrando come una società integrata possa sfruttare i benefici di un ciclo energetico favorevole.
Il tutto per rafforzare la propria struttura finanziaria e contestualmente finanziare misure di contenimento dei prezzi alla pompa per i consumatori italiani. Il bilanciamento tra l’estensione del calmiere sui carburanti fino al termine dell’anno e la decisione di premiare generosamente gli azionisti attraverso un maxi-piano di remunerazione sottolinea la solidità del modello di business.
I numeri del terzo trimestre: utili raddoppiati e dividendo straordinario
L’analisi dettagliata del rendiconto approvato dal CDA evidenzia una spinta corale di tutte le divisioni aziendali. L’EBIT proforma adjusted del trimestre tocca i 6 miliardi di euro (raddoppiato rispetto al Q3 2025), trainando l’utile netto rettificato a 2,8 miliardi di euro (+100% su base annua) e portando il dato dei nove mesi a quota 6,4 miliardi. Il flusso di cassa operativo (CFFO adjusted) raggiunge i 16,5 miliardi di euro per l’intero 2026, permettendo al debito netto di scendere con un gearing proforma al minimo storico del 9%.
La produzione organica di idrocarburi sale del 7% a 1,83 milioni di barili equivalenti al giorno, sostenuta dall’avvio di nuovi progetti e dal contributo della joint venture Searah. I business della transizione vedono Plenitude ed Enilive realizzare un EBITDA adjusted di 1,8 miliardi di euro nei nove mesi (+20%), con la prima oggetto di deconsolidamento a fine settembre in seguito all’ingresso di Ares per favorirne la crescita autofinanziata.
La società ha altresì deliberato un dividendo straordinario di 0,46 euro per azione (circa 1,3 miliardi complessivi) in pagamento a dicembre, confermando la cedola ordinaria a 1,1 euro (+5%) ed elevando il programma di riacquisto d’azioni proprie (buyback) a 3,8 miliardi di euro. Dati che, nel complesso, hanno generato fin da subito un ottimismo contagioso da parte di esperti e analisti (almeno per il momento).
Tetto al prezzo dei carburanti mantenuto e andamento del titolo
Parallelamente a quanto indicato in precedenza, ENI ha confermato la proroga fino a fine anno del meccanismo di tetto al prezzo sui carburanti della rete Enilive (oggi fissato a 2,25 euro per il gasolio e 1,99 euro per la benzina), pur specificando che le soglie verranno monitorate mensilmente per evitare il rischio di esaurimento delle scorte, un’iniziativa che comporta un impatto economico stimato in circa 700 milioni di euro da inizio marzo a fine anno.
La reazione positiva del titolo azionario sui listini milanesi, caratterizzata da un rialzo nell’ordine del +5,8% all’indomani dei risultati, riflette il totale gradimento degli investitori istituzionali di fronte a un gruppo capace di generare oltre 16 miliardi di cassa rettificando al rialzo tutte le stime sull’intero esercizio. Allargando l’orizzonte temporale, è invece possibile constatare la crescita del titolo Eni EniENI27,65 €▲ +5,82%
EniENI27,65 €▲ +5,82%Cap.73,96 Mld €P/E21,00Div.4,21%Eni è una multinazionale italiana dell'energia, attiva nell'esplorazione e produzione di petrolio e gas, nella raffinazione, nella chimica e nella venApri la scheda → del 20,48% su base semestrale.

