L’eccezionale fase di espansione che caratterizza il settore farmaceutico globale continua a trovare il suo principale motore nell’imponente domanda di trattamenti per il diabete e la gestione del peso corporeo. I risultati finanziari del terzo trimestre del 2026 approvati da Eli LillyLLY1.288,30 $▲ +0,50%
Eli LillyLLY1.288,30 $▲ +0,50%Cap.1,14 T $P/E43,21Div.0,54%Eli Lilly è la più grande azienda farmaceutica al mondo per capitalizzazione. Fondata nel 1876 a Indianapolis, deve la sua supremazia recente ai farmaApri la scheda → confermano la leadership della multinazionale di Indianapolis, capace di mettere a segno una crescita dei volumi d’affari senza precedenti nonostante la fisiologica contrazione dei prezzi medi realizzati sui mercati internazionali.
La capacità del gruppo di convertire l’aumento della produzione in marginalità lorda ed il contestuale impegno nell’acquisizione di nuove molecole e startup della ricerca evidenziano una strategia industriale solida, mirata a difendere il vantaggio competitivo anche nel lungo periodo. Le questioni da analizzare, quantomeno per restare con i piedi per terra sotto l’aspetto borsistico, sono tuttavia numerose. Partiamo in ogni caso dal principio, con l’esame accurato dei dati del Q3 2026 più importanti.
Il trimestre nel dettaglio: numeri in positivo
Considerando i rendiconti contabili, i ricavi netti mondiali toccano i 24,4 miliardi di dollari (+39% su base annua), trainati da un balzo dei volumi del 53% che ha compensato la contrazione del 15% dei prezzi medi realizzati. La divisione dei farmaci chiave ha generato 17,1 miliardi di dollari guidata dal successo commerciale di Mounjaro e Zepbound, mentre le aree terapeutiche di Immunologia, Oncologia e Neuroscienze hanno registrato un raddoppio complessivo delle vendite (+100%).
Negli Stati Uniti i ricavi salgono del 34% a 15,1 miliardi di dollari (volumi +41%), mentre sui mercati internazionali la crescita tocca il +47% raggiungendo 9,3 miliardi di dollari (volumi +76%), risentendo dell’inclusione di Mounjaro nella lista dei farmaci rimborsabili in Cina. Il margine lordo balza del 40% a 20,5 miliardi di dollari, attestandosi all’83,9% del fatturato (84,4% su base non-GAAP) con un miglioramento di 1,0 punti percentuali sul 2025 grazie all’ottimizzazione del mix di vendita e dell’efficienza produttiva.
Molto interessanti le spese in ricerca e sviluppo, che salgono a 4,2 miliardi di dollari (17% dei ricavi), affiancate da 3,1 miliardi per costi commerciali ed amministrativi. Sui conti pesano 4,2 miliardi di dollari di oneri straordinari per ricerca in corso (IPR&D), legati principalmente alle acquisizioni di AtaiBeckley e Curevo. Nonostante ciò, l’utile netto si attesta a 6,5 miliardi di dollari con un utile per azione (EPS) di 7,22 dollari (comprensivo dell’impatto IPR&D per 4,57 dollari), contro i 5,6 miliardi ed i 6,21 dollari di EPS del Q3 2025.
Guidance aggiornata e andamento del titolo
La forza della performance operativa e l’incasso di pietre miliari sulle vendite hanno spinto la società a rivedere al rialzo la guidance finanziaria non-GAAP per l’intero esercizio 2026, alzando la stima dell’utile per azione di 4,07 dollari. Aumentate anche le previsioni sui ricavi 2026, che attualmente risultano attesi tra i 91-92 miliardi di dollari, rispetto ai precedenti 85-87 miliardi. Almeno per il momento, le strategie portate egregiamente avanti dal managemente sembrerebbero aver portato i loro frutti.
Cosa dire sotto l’aspetto azionario? Al momento di questa stesura è possibile acquistare una singola azione Eli Lilly and Company (NYSE:LLY) per 1.288,30 dollari. Un prezzo che corrisponde a una crescita su base giornaliera del +0,42%. Risultati clamorosi arrivano anche nel medio e lungo periodo. Sempre al momento di questa stampa il titolo mostra una crescita dell’8,75% su base mensile e del +51,35% su base semestrale.

