Mentre Wall Street vende chip e tecnologia, c’è un titolo che va nella direzione opposta. AstraZeneca (AstraZenecaAZN168,54 $▲ +2,80%
AstraZenecaAZN168,54 $▲ +2,80%Cap.241,66 Mld $P/E23,53Div.2,65%AstraZeneca è un gruppo farmaceutico anglo-svedese nato nel 1999 dalla fusione tra Astra e Zeneca. È tra i leader mondiali in oncologia (Tagrisso, EnhApri la scheda →) ha guadagnato il 5,2% negli ultimi sette giorni sulla scheda di Giocareinborsa.net. Dietro c’è un assegno da 2 miliardi di dollari e una raffica di notizie dai laboratori.
Perché dovrebbe interessarti? Se nel tuo portafoglio c’è un ETF tech o qualche azione sui semiconduttori, stai vedendo rosso da settimane. I soldi degli investitori si stanno spostando verso le grandi aziende farmaceutiche. E AstraZeneca è in prima fila.
La classifica settimanale del sito racconta tutto. In testa UnitedHealth (+7,7%), Eli Lilly (Eli LillyLLY1.298,40 $▲ +4,68%
Eli LillyLLY1.298,40 $▲ +4,68%Cap.1,04 T $P/E39,16Div.0,57%Eli Lilly è la più grande azienda farmaceutica al mondo per capitalizzazione. Fondata nel 1876 a Indianapolis, deve la sua supremazia recente ai farmaApri la scheda →, +6,3%), AstraZeneca e Roche (+4,2%). In coda Soitec (-13,5%), SK Hynix (-13,8%) e FuelCell Energy (-16,8%). Da una parte la salute, dall’altra chip e idrogeno.
A Wall Street il titolo AstraZeneca vale oggi 168,54 dollari. Non è un rimbalzo casuale: ci sono fatti concreti dietro, e vale la pena capirli uno per uno.
AstraZeneca, 2 miliardi su Summit e i dati sul tumore al polmone
Il colpo più grosso è l’investimento in Summit Therapeutics. AstraZeneca ha messo 2 miliardi di dollari per prendersi circa il 12% della società americana. Lo ha fatto con azioni privilegiate convertibili a un prezzo equivalente a 18,36 dollari per azione ordinaria, come annunciato alla Borsa di Londra il 29 settembre.
Il motivo ha un nome difficile: ivonescimab. È un anticorpo bispecifico, cioè una molecola che colpisce due bersagli insieme, PD-1 e VEGF. Le due società hanno firmato anche una collaborazione clinica per testare sonesitatug vedotin di AstraZeneca in combinazione con ivonescimab su diversi tumori gastrointestinali.
Il mercato ha apprezzato. A Londra le azioni sono salite fino a 12.738 pence in seduta, partendo da un’apertura a 12.526 pence. Un rialzo del 2% in un giorno, che per un colosso di queste dimensioni è un segnale forte.
Poco prima erano arrivati i dati dal fronte polmoni. Tre studi di Fase III sul tumore al polmone non a piccole cellule, due con esito positivo per Tagrisso in combinazione con Orpathys, nello studio chiamato SAFFRON. In quella seduta il titolo aveva guadagnato l’1,6% a 11.650 pence.
Non tutto è andato liscio, e va detto. AstraZeneca ha interrotto lo studio eVOLVE-Lung02 sul farmaco volrustomig, perché un comitato indipendente ha giudicato improbabile il raggiungimento degli obiettivi. Nella ricerca farmaceutica si vince e si perde, e il mercato lo sa.
Le banche d’affari però hanno scelto da che parte stare. Citi, Barclays, Jefferies, Bernstein e Berenberg hanno confermato il giudizio positivo nelle ultime due settimane. Il 13 ottobre Nordea è passata addirittura da Sell a Buy. In più c’è una partnership da 1,5 miliardi di dollari con insitro per scoprire farmaci con l’intelligenza artificiale.
Chi ha AstraZeneca nell’ETF: cosa cambia davvero per i tuoi risparmi
Veniamo a te. AstraZeneca è uno dei colossi europei della salute, quindi finisce nei panieri degli ETF sul settore farmaceutico e in molti ETF sulle grandi aziende del Vecchio Continente. Se ne hai uno, questa settimana ha lavorato a tuo favore.
Il punto vero è il contrappeso. Chi ha costruito il portafoglio solo sull’intelligenza artificiale sta scoprendo che quando i chip scendono, scende tutto insieme. La classifica del sito mostra il contrario per la salute: AstraZeneca, Roche, Eli Lilly e UnitedHealth salgono mentre il resto tira il fiato.
Attenzione però a non leggere troppo. Il titolo resta lontano dai massimi: il range degli ultimi dodici mesi va da 10.784 a 15.730 pence. Il rialzo di questi giorni è un recupero parziale, non un ritorno ai picchi.
E il farma non è un’assicurazione contro tutto. Nella stessa classifica, Novavax perde il 15,6% in sette giorni. Essere nel settore giusto non basta: contano i prodotti, i dati clinici e i conti. AstraZeneca questa settimana ha portato tutti e tre.
Il prossimo esame è vicino. La trimestrale è attesa per il 30 ottobre. Le stime parlano di ricavi in crescita del 5,95% a 16,09 miliardi di dollari, ma con un utile per azione in calo del 9,24% rispetto a un anno fa. Vendite che salgono e profitti che scendono: il mercato vorrà capire perché.
Cosa guardare nelle prossime settimane? Primo, i numeri del 30 ottobre e soprattutto i commenti sui margini. Secondo, le prime notizie sulla collaborazione con Summit su ivonescimab. Terzo, se la classifica del sito continua a vedere il farma in alto e i chip in basso, o se la musica cambia di nuovo.
Una cosa è certa: questa settimana AstraZeneca ha dato una lezione a chi pensava che si potesse guadagnare solo con l’AI. Come sempre, però, i risultati passati non garantiscono quelli futuri e ogni scelta sul portafoglio resta tua.

