Farmaceutici

Eli Lilly a 1.257 dollari mentre Wall Street vende l’AI: il farma ti fa da scudo?

Il colosso dei farmaci anti-obesità sale del 6,3% in una settimana in cui i chip crollano. Dietro c'è un dato sull'inflazione che ha cambiato l'umore di Wall Street, e il riflesso arriva fino ai fondi dei risparmiatori italiani.

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Mentre Wall Street scaricava i titoli dell’intelligenza artificiale, Eli Lilly faceva il contrario. Il colosso dei farmaci anti-obesità Mounjaro e Zepbound quota 1.257,03 dollari e segna +6,3% negli ultimi sette giorni. Nella stessa classifica del sito i chip sono a pezzi: Teradyne perde il 15,3%, SK Hynix il 20,7%.

Perché dovrebbe interessarti? Perché se hai un ETF mondiale o un fondo bilanciato, una fetta dei tuoi soldi è in sanità. Questa settimana quella fetta ha lavorato in direzione opposta alla tecnologia. E ha attutito il colpo.

Il giorno chiave è stato il 14 ottobre. Un dato sull’inflazione di settembre più caldo delle attese ha riacceso la paura di nuovi rialzi dei tassi da parte della Fed. L’indice S&P 500 ha perso lo 0,6%, il Dow oltre 500 punti. Lilly, invece, è salita di quasi il 4% e ha superato quota 1.200 dollari.

Non è stato un caso isolato. Già il 7 ottobre il titolo aveva guadagnato il 4,10% fino a 1.205 dollari, in una seduta in cui S&P 500, Dow e Russell 2000 scendevano. Quel giorno il rendimento del Treasury decennale toccava il 5,345%, il massimo dal 2002. E Lilly annunciava una collaborazione con InnoCare Pharma fino a 3,35 miliardi di dollari.

Eli Lilly, perché il farmaco anti-obesità batte l’AI quando i tassi fanno paura

Il meccanismo è semplice. Quando i tassi minacciano di salire, gli investitori vendono le società che vivono di promesse future, come molte del mondo AI. E spostano i soldi su chi incassa già oggi, con prodotti che la gente compra a prescindere dall’economia. I farmaci rientrano in questa categoria.

Il 14 ottobre non è salita solo Eli LillyLLY1.257,03 $▲ +0,43%Eli LillyLLY1.257,03 $▲ +0,43%Cap.1,04 T $P/E39,16Div.0,57%Eli Lilly è la più grande azienda farmaceutica al mondo per capitalizzazione. Fondata nel 1876 a Indianapolis, deve la sua supremazia recente ai farmaApri la scheda → Merck ha guadagnato il 3,80% e AbbVie il 3,32%. Tre big della farmaceutica in verde nello stesso giorno in cui l’AI scendeva: il segnale di uno spostamento di tutto il settore, non di una singola storia.

Lilly però ha qualcosa in più: i numeri. Nel secondo trimestre 2026 i ricavi sono cresciuti del 48% rispetto all’anno prima, fino a 23,0 miliardi di dollari. L’utile per azione rettificato è salito del 33% a 8,38 dollari. Il motore è la domanda per Mounjaro e Zepbound, i farmaci contro l’obesità.

Il risultato è un gigante da oltre 1.070 miliardi di dollari di valore in Borsa, su circa 891,36 milioni di azioni. Negli ultimi sei mesi il titolo ha guadagnato il 25%. In cinque anni, oltre il 400%. Per una casa farmaceutica sono percentuali da titolo tecnologico, non da azienda difensiva.

E il prezzo? Lilly tratta a circa 31 volte gli utili attesi. Sembra tanto, ma la media degli ultimi tre anni è 40 volte e il picco è stato 67. Gli analisti stimano utili per azione in crescita da 24,21 dollari nel 2025 a 35,22 nel 2026, cioè +45%, e poi a 47,48 nel 2027. Il titolo corre, ma gli utili corrono di più.

Cosa significa Eli Lilly a 1.257 dollari per il tuo ETF e il tuo fondo

Partiamo da un dettaglio concreto. Una sola azione Lilly costa 1.257,03 dollari. Con 1.000 euro in tasca non ne compri nemmeno una intera. Per la maggior parte dei risparmiatori italiani, quindi, Lilly entra in portafoglio dalla porta di servizio: dentro un ETF mondiale, un fondo salute o il fondo pensione.

Ed è proprio lì che questa settimana ha fatto la differenza. Un ETF che replica il mercato mondiale contiene sia i chip sia la farmaceutica. Mentre Teradyne, Soitec e SK Hynix perdevano tra il 15% e il 21%, Lilly, Roche e UnitedHealth salivano tra il 5% e il 6%. Due mercati opposti nello stesso prodotto.

Questo non vuol dire che il tuo ETF ha chiuso in positivo. La tecnologia pesa molto di più della sanità negli indici globali, e la settimana resta pesante. Ma senza la fetta farmaceutica il conto sarebbe stato più salato. È il motivo per cui si tiene un portafoglio mescolato, anche se nei mesi dell’euforia AI sembrava un freno.

C’è poi un effetto meno visibile. Nei grandi fondi pensione e nei fondi bilanciati la sanità è una delle voci più stabili. Quando i titoli AI oscillano del 4% al giorno, è la parte difensiva che tiene in piedi il valore della quota. Chi ha un piano di accumulo lo nota meno, ma il meccanismo lavora anche per lui.

Attenzione, però, a non leggere Lilly come un titolo tranquillo. Un’azione che fa +400% in cinque anni non è un rifugio nel senso classico. Chi la possiede, direttamente o tramite un ETF di settore come quelli che includono anche AbbVieABBV285,42 $▲ +0,71%AbbVieABBV285,42 $▲ +0,71%Cap.484,83 Mld $P/E77,50Div.2,43%AbbVie nasce nel 2013 dallo spin-off di Abbott Laboratories. Dopo il picco di Humira — a lungo il farmaco più venduto al mondo — ha gestito la scadenzApri la scheda → e le altre big, vive la stessa volatilità delle storie di crescita. Il paracadute, questa volta, aveva un motore acceso.

Il prossimo banco di prova è vicino. Lilly presenta i conti del terzo trimestre 2026 il 29 ottobre. Dopo un secondo trimestre a +48% di ricavi, il mercato vorrà capire se la domanda per i farmaci anti-obesità tiene lo stesso passo. Con un titolo a questi livelli, ogni decimale di crescita verrà pesato.

Nelle prossime settimane ci sono tre cose da tenere d’occhio. Primo, i risultati del 29 ottobre, con il confronto sui 23,0 miliardi di ricavi del trimestre precedente. Secondo, i prossimi dati sull’inflazione americana: se restano caldi, lo spostamento dalla tecnologia alla sanità potrebbe continuare. Terzo, i chip: un rimbalzo di Teradyne e SK Hynix direbbe che la paura sta rientrando.

Una settimana non fa una tendenza. Lilly ha mostrato di saper salire quando gli altri scendono, ma i risultati passati non garantiscono quelli futuri, e il titolo resta legato a una sola grande scommessa farmaceutica.

Avvertenza. Contenuto a scopo informativo, non è consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento. Investire comporta rischio di perdita del capitale. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.