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Il colosso dei cieli frena nei profitti: l’impennata del carburante taglia gli utili del 34%

I dati trimestrali Ryanair al 30 giugno 2026 svelano un crollo dell'utile netto nonostante l'aumento del traffico: spese operative in rialzo dell'11% e biglietti più economici.

Ryanair crollano i ricavi del 34%

L’apertura stagionale dei bilanci estivi delle compagnie aeree di grandi dimensioni porta in dote il primo importante e significativo campanello d’allarme sui margini della calda stagione. Quando la principale aviolinea low cost del continente presenta dati che mostrano una crescita costante del volume dei passeggeri, accompagnata tuttavia da una brusca contrazione dei profitti netti, gli analisi e i trader si fiondano immediatamente sulla struttura dei costi. L’impatto combinato delle tensioni geopolitiche sul prezzo del petrolio e della riduzione delle tariffe medie evidenzia una fase alquanto preoccupante.

I dati del primo trimestre Ryanair: ricavi a 4,38 miliardi e utile in calo del 34%

I dati ufficializzati e messi a disposizione dallo stesso vettore dei cieli, ossia Ryanair, hanno dell’incredibile. Il primo trimestre fiscale dell’anno 2027, conclusosi il 30 giugno 2026, indica un utile netto (PAT) a 538 milioni di euro, in flessione del 34% rispetto agli 820 milioni di euro realizzati nello stesso periodo dell’anno precedente.

I passeggeri trasportati sono cresciuti del 6%, salendo a 61,3 milioni (con un Load Factor stazionario al 94%). I ricavi totali hanno toccato quota 4,38 miliardi di euro, trainati dai ricavi accessori saliti del 5% su base totalitaria. Male per i ricavi da traffico di linea, scesi invece dell’1%, a 2,91 miliardi di euro.

Dallo stesso report trimestrale il gruppo ha altresì indicato che i costi di gestione complessivi sono aumentati dell’11%, raggiungendo quota 3,81 miliardi di euro. A pesare maggiormente è stato il raddoppio dei prezzi del carburante. Secondo i calcoli, la spesa aggregata (solamente di carburante e olio) ammonta a 1,69 miliardi di euro (+16%).

Strategia difensiva, in attesa di periodi migliori

Le dichiarazioni del CEO Michael O’Leary hanno fin da subito evidenziato un modus operandi difensivo, volto a tutelare le quote di mercato attraverso tariffe competitive, anche a costo di sacrificare i margini di breve termine. Per la seconda parte dell’anno fiscale il management stima un traffico complessivo in crescita del 4%, a 216 milioni di passeggeri.

Per sostenere la crescita futura, è inoltre bene ricordare che l’azienda ha aperto nuove basi (Rabat, Tirana e Trapani) e introdotto 130 nuove rotte estive. Aspetti che potrebbero tuttavia non bastare per risollevare il pesante down messo in evidenza dai report e che non hanno convinto a pieno gli operatori del mercato.

Prendendo come riferimento l’andamento del titolo in Borsa, è infatti opportuno ricordare che le azioni Ryanair mostrano al momento di questa stesura un netto crollo su base semestrale, pari al -9,97%, nonché una flessione negativa negli ultimi 5 giorni, con un -1,82% (sempre al momento di questa stampa).

Avvertenza. Contenuto a scopo informativo, non è consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento. Investire comporta rischio di perdita del capitale. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.