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Coda Octopus alza la testa con la Difesa a +68% e va oltre i Venti di Guerra

Nonostante il freno delle commesse marine legato alle tensioni con l'Iran, CODA chiude il trimestre con ricavi a 7,7M$, profitti a 1,4 milioni e cassa in aumento a quasi 32 milioni.

Coda Octopus Q3 2026 - trimestrale

Quando i conflitti internazionali congelano gli appalti tradizionali, la vera tenuta di un’azienda tecnologica si misura nella capacità di trovare valvole di sfogo immediate. Per Coda Octopus Group (ticker: CODA), il terzo trimestre dell’esercizio fiscale 2026 si è trasformato nella dimostrazione pratica di questa flessibilità. Di fronte al blocco selettivo degli ordini marini civili nel quadrante mediorientale e asiatico per via dell’escalation militare con l’Iran, il gruppo specializzato in sonar 4D e realtà aumentata per immersioni ha cambiato passo, affidandosi alla spinta dei contratti governativi per portare tutti i principali indicatori di bilancio in territorio positivo.

I numeri del terzo trimestre: ricavi a 7,7 milioni e liquidità a quota 31,7 milioni

Stando alla documentazione contabile depositata con il modulo 10-Q il 14 settembre 2026, il periodo chiuso al 31 luglio ha visto il giro d’affari complessivo salire a 7,7 milioni di dollari, con un incremento del 9,2% rispetto ai 7,1 milioni del pari periodo 2025. A fare la differenza è stato il marcato equilibrio tra più divisioni. Nello specifico, i “Servizi di Ingegneria per la difesa” hanno registrato una vera e propria impennata del 68,3%, toccando i 2,7 milioni di dollari (rispetto a 1,6 milioni dell’anno precedente).

La divisione “Sensori Acustici e Materiali” è avanzata del 10,4% a quota 1,6 milioni di dollari. Il segmento storico della “Tecnologia Marina” ha invece accusato una contrazione del 15,2% scendendo a 3,4 milioni di dollari, appesantito dai ritardi nelle forniture causati dalle tensioni belliche in Medio Oriente. Sul piano della marginalità, l’utile lordo ha raggiunto i 5,1 milioni di dollari (margine lordo al 65,4%), mentre l’utile operativo è salito dell’11,1% a 1,5 milioni di dollari (margine operativo al 19,9%).

Il tutto sostenuto anche dal taglio del 2,9% delle spese generali e amministrative (2,8 milioni) a fronte di investimenti R&D aumentati a 0,7 milioni (+27,4%). Il bilancio si è chiuso con un utile ante imposte di 1,8 milioni di dollari (+16%) e un utile netto post-tasse di 1,4 milioni di dollari (+8,3%), traducendosi in un EPS diluito di 0,12 dollari. Molto solido il quadro patrimoniale: la liquidità in cassa è cresciuta a 31,7 milioni di dollari, con un incremento netto di 3 milioni rispetto a inizio esercizio.

Guerra elettronica e visori DAVD: i catalizzatori a lungo termine

Al di là della contingenza macroeconomica, la strategia delineata dal CEO Annmarie Gayle poggia su driver industriali precisi. Nel perimetro militare americano, CODA sta beneficiando di un contratto pluriennale di manutenzione assegnato a un proprio prime contractor, con vendite di parti di ricambio che hanno già oltrepassato i 2,4 milioni da inizio anno, affiancate dallo sviluppo di apparati di guerra elettronica a radiofrequenza per droni, elicotteri e mezzi blindati.

Sul fronte sottomarino, la tecnologia proprietaria segna progressi cruciali: la commessa da 1,4 milioni per i sistemi cablati DAVD e la transizione verso la versione wireless untethered per i reparti speciali della US Navy ampliano il bacino d’utenza, mentre la nuova linea ultracompatta Echoscope PIPE NANO Gen Series® è già in fase di integrazione su veicoli subacquei autonomi con almeno cinque clienti. Scarsa l’influenza della comunicazione sotto l’aspetto borsistico, con il titolo scambiato attualmente a 10$ per unità azionaria.

Avvertenza. Contenuto a scopo informativo, non è consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento. Investire comporta rischio di perdita del capitale. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.