I conti del terzo trimestre pubblicati da STMicroelectronics inviano un segnale di forte ottimismo all’intero settore tecnologico europeo, evidenziando una progressiva e solida ripresa della domanda nei mercati chiave dell’elettronica. Dopo una fase di assestamento dei magazzini lungo la filiera della distribuzione, il colosso italo-francese dei semiconduttori dimostra la capacità di superare le indicazioni intermedie fornite al mercato.
Il tutto beneficiando sia di un recupero ciclico sia della forte spinta impressa da segmenti innovativi ad alta marginalità. Il miglioramento della visibilità sugli ordini e la costante attenzione al ridimensionamento dei costi globali pongono la società in una posizione ideale per cogliere la nuova fase di espansione industriale. L’attenzione, soprattutto in questi casi, deve tuttavia essere massima.
I numeri del terzo trimestre e la spinta per il Q4
I rendiconti approvati dal gruppo evidenziano una crescita marcata di tutte le principali grandezze finanziarie. I ricavi netti si attestate a 3,76 miliardi di dollari (+17,9% su base annua), collocandosi al di sopra del punto intermedio della guidance aziendale grazie al contributo dei segmenti personal electronics e CECP. Il margine lordo ha raggiunto il 37,3%, con un utile operativo di 367 milioni di dollari (367 milioni GAAP e 429 milioni in versione non-GAAP) ed un utile netto di 291 milioni di dollari (pari a 0,31 dollari per azione diluita, che salgono a 0,37 dollari non-GAAP).
Per i i tre mesi conclusivi dell’anno la società attende ricavi netti attorno ai 4,15 miliardi di dollari (in aumento del 10,5% rispetto al trimestre precedente e del 24,7% su scala annuale) ed un margine lordo stimato al 39,0% (comprensivo di circa 40 punti base di oneri da capacità inutilizzata). Le stime si basano su un cambio medio ipotizzato a 1,14 dollari per euro. Quanto alle previsioni dell’intero anno, le proiezioni confermano un fatturato annuale di circa 14,5 miliardi di dollari (+22,8% rispetto al 2025).
Parlando invece dei piani industriali, la società segnala che i livelli di scorta presso i distributori rimangono volutamente sotto i target standard a fronte di una domanda complessiva superiore all’offerta. Per rispondere a questa tendenza, ST sta proseguendo con l’espansione della capacità produttiva coordinata con il programma strategico di ristrutturazione della propria impronta manifatturiera e ridimensionamento della base costi globale.
Ripresa generale, ma occhio ai falsi segnali
Come evinto dai dati, i segnali mettono in risalto una crescita interessante, sostenuto oltre che dalla ripresa generale del mercato anche dai driver specifici della società come i data center dedicati all’intelligenza artificiale e la connettività satellitare LEO. Il margine lordo per l’intero anno è previsto al 36,4% (36,6% non-GAAP), segnando un recupero di 270 punti base sull’anno precedente. Tali indicazioni non dovrebbero in ogni caso galvanizzare, data una volatilità dimostratasi molto ampia nel corso degli ultimi tempi.
Nonostante i numeri, al momento attuale un’azione STMicroelectronics STMicroelectronicsSTM43,58 €▲ +0,43%
STMicroelectronicsSTM43,58 €▲ +0,43%Cap.37,35 Mld €P/E1.390,33Div.0,78%STMicroelectronics N.V. è il maggiore produttore europeo di semiconduttori, nato nel 1987 dalla fusione dell'italiana SGS Microelettronica e della fraApri la scheda → è acquistabile per 42,76 euro. Un prezzo che mette in evidenza una flessione giornaliera dell’1,56%. Dati negativi, almeno sotto l’aspetto borsistico, arrivano anche su base mensile e semestrale, con un -8,99% e -4,28%. Va invece meglio nel medio termine: il titolo ha messo a segno da inizio anno un ottimo +82,57%.

