Chimica

Scalata ostile su Aurora Cannabis: è tempo che tu dia fiducia alle azioni della marijuana?

Il braccio di ferro tra i big della cannabis arriva all'autorità di vigilanza dell'Alberta: Aurora accusa Curaleaf di violare le regole e invita a blindare le azioni.

Scalata ostile su Aurora Cannabis da Curaleaf

Se negli ultimi anni hai guardato con diffidenza ai titoli legati alla cannabis dopo le montagne russe post-legalizzazione, la mossa andata in scena in Canada dimostra che la partita industriale è più viva che mai. Non siamo di fronte alla solita speculazione da forum: tra Aurora Cannabis (ticker: ACB) e Curaleaf Holdings (ticker: CURA) è scoppiata una vera e propria guerra per il controllo del mercato mondiale della cannabis terapeutica. Uno scontro a colpi di carte bollate che costringe chiunque abbia azioni del comparto a prendere posizione.

L’esposto all’Authority dell’Alberta: tre nodi al centro dello scontro

La rottura definitiva si è consumata nelle ultime ore, quando il management di Aurora ha presentato un esposto formale alla Alberta Securities Commission (ASC), pubblicando altresì un chiaro comunicato presente nella sua sezione Investor Relations. L’obiettivo? Bloccare l’offerta pubblica di acquisto (OPA) non concordata lanciata da Curaleaf, accusata di aver ignorato le tutele minime imposte dalla legge per difendere chi possiede i titoli. Aurora ha puntato il dito su tre presunte irregolarità sostanziali.

La prima è sulla mancanza di bilanci combinati. Curaleaf non avrebbe mostrato come apparirebbero i conti della nuova entità post-fusione, impedendo ai soci di valutare la reale salute finanziaria del gruppo. La seconda è sulle tempistiche, poiché l’offerta non rispetterebbe il periodo minimo di deposito di 105 giorni previsto dalla normativa. In ultimo, l’avviso obbligatorio non sarebbe stato pubblicato sulla stampa in lingua francese in Québec, escludendo una fetta importante della base azionaria da informazioni essenziali.

Senza il rispetto dei 105 giorni, la proposta non rientra tra le offerte permesse dallo statuto di Aurora: questo significa che se Curaleaf dovesse superare la soglia del 20% del capitale, scatterebbe automaticamente la clausola di salvaguardia (piano di tutela dei diritti) con una forte diluizione. Da qui il messaggio unanime del Consiglio di Amministrazione guidato da Miguel Martin: respingere l’offerta, non consegnare i propri titoli e ritirare le azioni eventualmente già vincolate.

Conviene fidarsi di nuovo delle azioni cannabis?

Se ti stai chiedendo se questa battaglia aziendale sia il segnale giusto per tornare a guardare al comparto della cannabis, la situazione presenta due facce distinte da soppesare attentamente. I consolidamenti potrebbero spingere i prezzi. Le offerte ostili arrivano quando i grandi concorrenti ritengono che un’azienda sia scambiata a sconto rispetto al suo effettivo valore strategico. Curaleaf punta alle certificazioni europee e ai margini sulla cannabis medica di Aurora.

Altro aspetto rilevante riguarda l’attenzione ai bilanci reali. Come ricorda la stessa Aurora nei suoi documenti di difesa, un conto è detenere una società snella e priva di debiti gravosi, un altro è finire incorporati in colossi che viaggiano con oltre 1 miliardo di dollari di passività accumulate. Prima di farti attirare da un premio d’OPA, analizza sempre se l’operazione non stia semplicemente trasferendo il rischio di debito sulle tue spalle. Se cerchi esposizione al segmento Health potresti essere interessato ad ETF tematici, come ad esempio Xtrackers MSCI World Health Care UCITS ETFXDWH54,53▲ +0,79%Xtrackers MSCI World Health Care UCITS ETFXDWH54,53 €▲ +0,79%L'Xtrackers MSCI World Health Care UCITS ETF 1C replica fisicamente l'indice MSCI World Health Care, che raccoglie le società del settore sanitario deApri la scheda →

Avvertenza. Contenuto a scopo informativo, non è consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento. Investire comporta rischio di perdita del capitale. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.