Tecnologia

Nvidia, la CFO incassa 7,7 milioni mentre i chip volano: il tuo ETF ha corso troppo?

Colette Kress, direttrice finanziaria di Nvidia, ha venduto azioni in tre tranche nello stesso giorno. Intanto AMD, ASML e SK Hynix corrono e i futures di Wall Street tremano per il Medio Oriente.

Un microchip su una scheda elettronica, simbolo del rally dei semiconduttori legati all'intelligenza artificiale

Il 17 settembre Colette Kress, direttrice finanziaria di Nvidia, ha venduto azioni per tre volte nello stesso giorno. In tutto 7,7 milioni di dollari incassati in poche ore. È successo mentre i titoli dei chip legati all’intelligenza artificiale vivono un settembre da record.

Perché dovrebbe interessarti? Se hai un ETF sulla tecnologia o sui semiconduttori, Nvidia è quasi certamente lì dentro. E quando la persona che ogni giorno guarda i conti della società vende, il piccolo risparmiatore si fa una domanda semplice: cosa sa lei che io non so?

Il contesto rende la mossa ancora più interessante. Negli ultimi sette giorni AMD è salita del 12,8% a 612,12 dollari, Teradyne del 10,2%, ASML del 7,1%. SK Hynix guadagna il 6,7% in settimana e un incredibile +415,8% in dodici mesi.

Nel frattempo, però, i futures di Wall Street sono in calo. Reuters collega la frenata all’incertezza sul Medio Oriente, alla vigilia dei colloqui tra Trump e Xi. Euforia sui chip da una parte, nervosismo sul mondo dall’altra: il quadro è tutto qui.

Nvidia, la vendita di Colette Kress nel dettaglio

I documenti depositati alla SEC americana raccontano tre operazioni distinte, tutte datate 17 settembre 2026. La prima riguarda 5.000 azioni per circa 1,0 milione di dollari. La seconda è la più pesante: 20.000 azioni per circa 4,5 milioni.

La terza chiude la giornata con 10.000 azioni per circa 2,2 milioni. Sommate, fanno 35.000 azioni di NVIDIANVDA224,19 $▼ -0,59%NVIDIANVDA224,19 $▼ -0,59%Cap.5,53 T $P/E28,10Div.0,44%NVIDIA è leader mondiale dei processori grafici (GPU) e l'azienda simbolo della corsa all'intelligenza artificiale, con i data center come principale Apri la scheda → uscite dal portafoglio personale della CFO in un solo giorno. Non una cifra enorme per una società di quel calibro, ma il tempismo colpisce.

Serve una precisazione onesta. Una vendita di un dirigente non dice nulla, da sola, sulla salute dell’azienda. Un manager può vendere per pagare tasse, comprare casa o semplicemente ridurre il rischio di avere troppa ricchezza in un solo titolo. Il motivo, qui, non lo conosciamo.

Quello che conosciamo è il clima. Investing.com segnala che i titoli chip scelti dall’intelligenza artificiale sono in pieno rally a settembre, con punte del +42%, +39% e +36% per i nomi migliori. Vendere quando il vento soffia forte è una scelta comprensibile per chiunque.

E Kress non è la sola. Il 16 settembre quattro dirigenti di Bloom Energy hanno venduto azioni per importi tra 616.000 e 972.000 dollari ciascuno. Il giorno dopo un consigliere di Teradyne ha ceduto 400 azioni per 140.000 dollari. Un piccolo coro di vendite proprio nella settimana in cui i titoli salgono di più.

Il contrasto è netto. Da un lato chi sta dentro le aziende incassa. Dall’altro i mercati guardano ai colloqui Trump-Xi e al Medio Oriente con i futures in rosso. Due segnali che non vanno nella stessa direzione dell’entusiasmo sui chip.

Chi ha Nvidia o un ETF sui chip: cosa dice davvero questa mossa

Partiamo dai numeri che ti riguardano. L’Amundi Global Memory Chips, l’ETF sulle memorie quotato in euro, è salito del 5,8% in una settimana e del 40,3% in dodici mesi. Chi aveva messo 1.000 euro un anno fa oggi ne vede circa 1.403, senza contare i costi.

È un guadagno che pochi settori hanno regalato. Ma è anche il motivo per cui, in molti portafogli, i chip pesano oggi molto più di quanto pesassero all’inizio. Il rally fa crescere la fetta senza che tu abbia comprato nulla in più.

La vendita di Kress non è una spia rossa. Non è nemmeno una luce verde. È un promemoria: chi vive dentro Nvidia ha deciso che questo era un buon momento per portare a casa una parte. Ogni risparmiatore può leggerci quello che vuole, ma ignorarla del tutto sarebbe un peccato.

La domanda vera, per chi ha Amundi Global Memory Chips UCITS ETFUNIC21,99 €▼ -1,63%Amundi Global Memory Chips UCITS ETFUNIC21,99 €▼ -1,63%L'Amundi Global Memory Chips UCITS ETF — in precedenza noto come Amundi MSCI Disruptive Technology — replica oggi l'indice Solactive Global Memory ChiApri la scheda → o un ETF tecnologico più ampio, non è se Nvidia salirà o scenderà. È quanto della tua ricchezza dipende oggi da un solo tema, quello dei chip per l’intelligenza artificiale. Con SK Hynix a +415,8% in un anno, la risposta potrebbe sorprenderti.

C’è poi il fattore geopolitico. Un rally costruito su aspettative altissime è più sensibile alle brutte notizie. E oggi le brutte notizie arrivano dal Medio Oriente e dal tavolo Trump-Xi, non dai bilanci delle aziende di semiconduttori.

Anche a Piazza Affari si respira cautela. La seduta si è aperta poco mossa, con l’energia in evidenza e acquisti su Banco BPM. Segno che il denaro, almeno in Italia, oggi cerca settori diversi dalla tecnologia.

Cosa guardare nelle prossime settimane? Primo, l’esito dei colloqui Trump-Xi e le notizie dal Medio Oriente, che muovono i futures. Secondo, eventuali nuove vendite dei dirigenti di Nvidia depositate alla SEC. Terzo, se AMD, ASML e l’ETF sulle memorie tengono i guadagni della settimana o li restituiscono.

Un rally del 40% in un anno è un risultato straordinario. Ma i risultati passati non garantiscono quelli futuri, e chi lo sa meglio di tutti, a quanto pare, siede nel consiglio di Nvidia.

Avvertenza. Contenuto a scopo informativo, non è consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento. Investire comporta rischio di perdita del capitale. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.