Nel settore dei software di gestione basati su cloud e delle architetture computazionali per l’analisi avanzata delle aziende, i movimenti di internal dealing scuotono sempre esperti e investitori. Il sentiment interno dei grandi manager non dovrebbe essere sottovalutato, tantomeno quando le operazioni non derivano da alcun piano automatico (relativo ad un’eventuale Rule 10b5-1). La notizia delle ultime ore riguarda infatti una liquidazione massiva da parte del CRO di Snowflake, ossia Chief Revenue Officer (responsabile delle entrate).
Cosa indicano i dati notificati a SEC
I dati contabili ufficiali, notificati nel corso delle ultime ore alla Securities and Exchange Commission (SEC), sono molto chiari ed esaustivi: l’insider Jonathan Mead – che attualmente ricopre da diverso tempo la carica di CRO del gruppo – ha completato con successo un’operazione di vendita storica su Snowflake.
Entrando nel dettaglio, il responsabile delle entrate della compagnia ha liquidato (tramite una vendita diretta) 9.367 azioni ordinarie al prezzo di 231,98 dollari. Una transazione che gli ha permesso di raccogliere un capitale immediato di circa 2,17 milioni di dollari. A tale movimentazione è altresì importante aggiungere ulteriori 710 azioni drenate, ad un prezzo di 232,29 dollari.
Come accuratamente indicato all’interno del modulo 4, quest’ultima tranche rappresenta la quota di azioni istituzionalmente trattenuta dall’emittente per adempiere agli obblighi di ritenuta fiscale maturati in concomitanza con l’assegnazione di unità azionarie vincolate. Una prassi che in ogni caso rientra a pieno tra le strategie dei top manager di grosse società.
Nessuna programmazione ed esposizione ancora altissima
L’assenza di una spunta sulla casella dedicata alle negoziazioni programmate evidenzia che la vendita da 2,17 milioni di dollari non è stata effettuata ai sensi della Rule 10b5-1. Il posizionamento risponde quindi ad una precisa strategia da parte del top manager per approfittare in una particolare finestra di trading e monetizzare una parte dei suoi possedimenti.
Al termine delle transazioni registrate, Jonathan Mead continua in ogni caso a possedere una quota altissima, pari a 234.081 azioni ordinarie residue. Questa somma gli permette di mantenere quantomeno intatta la sua esposizione patrimoniale sulle performance del gruppo cloud (ciò porta ad escludere eventuali segnali di sfiducia verso la società quotata).
Operazione che si inserisce in un contesto abbastanza favorevole per le azioni Snowflake. Al momento di questa stesura, prendendo come riferimento i dati ufficiali di Google Finance, il titolo SNOW (quotato al NYSE di New York) mette in evidenza una performance positiva del +48,35% su base mensile.

