Con il ritorno a pieno regime delle attività scolastiche e lavorative, la curva dei contagi respiratori è tornata a flettersi verso l’alto, riaccendendo l’attenzione pubblica sul comportamento di SARS-CoV-2. A cavallo tra settembre e ottobre 2026, l’incremento delle infezioni segnalato dalle autorità sanitarie internazionali ricalca la consueta ciclicità d’inizio autunno, senza configurare un nuovo stato di emergenza sanitaria paragonabile alle prime ondate pandemiche.
Per chi osserva le dinamiche di borsa e detiene titoli farmaceutici nel proprio portafoglio, la ripresa della circolazione virale ripropone la consueta domanda: i colossi dei vaccini beneficiano ancora di queste ondate periodiche o il mercato guarda ormai altrove?
I dati dei bollettini: dalla Lombardia ai monitoraggi OMS e ECDC
Prendendo come riferimento gli ultimi bollettini (che trovi per trasparenza nella parte inferiore dell’articolo), il quadro epidemiologico fotografato nelle ultime settimane mostra segnali di crescita. Nella settimana compresa tra il 7 e il 13 settembre 2026 evidenzia 128 nuove positività sul territorio italiano, con la Lombardia che da sola ne catalizza oltre il 50% con 74 diagnosi registrate. A livello globale, la dashboard dell’Organizzazione mondiale della sanità certifica un quadro analogo.
Il tutto con con 69.575 contagi complessivi tra il 10 agosto e il 6 settembre a fronte dei 47.506 del mese precedente, registrando incrementi superiori al 10% in una trentina di nazioni distribuite tra Americhe, Asia ed anche Europa. Contagio che riguarderebbe quindi diverse zone del mondo. Ricordiamo infatti che la storica pandemia ha colpito buona parte del globo terreste, con pochissime eccezioni.
Sul piano genetico, la spinta deriva dall’evoluzione del lignaggio Omicron: l’ECDC al 25 settembre non classifica alcuna mutazione come variante di preoccupazione (VOC), mantenendo sotto semplice osservazione ceppi come XFG, dominante su scala globale con il 49% delle sequenze tracciate a fine agosto, e NB.1.8.1, attestata al 14%. Percentuali che dovranno in ogni caso essere costantemente monitorate nel corso delle prossime settimane.
Come l’hanno presa i tuoi titoli pharma: i riscontri di mercato
La reazione degli investitori di fronte alle dinamiche stagionali dei virus respiratori riflette una netta differenziazione tra i modelli di business dei principali gruppi farmaceutici, dove le entrate legate ai richiami vaccinali pesano in misura molto diversa sui conti complessivi. Risulta quindi interessante visionare, secondo i dati riportati da Google Finance, quale andamento stanno mostrando i principali titoli pharma storicamente legati al COVID 19.
Al momento attuale, Pfizer ($PFE) mette a segno un progresso dello 0,37% su base giornaliera, confermando un consolidamento a sei mesi del +2,65%. Mostra un profilo diametralmente opposto Moderna ($MRNA), che cede il 6,58% nelle contrattazioni, pur conservando una spettacolare ascesa semestrale del +139,19%, a testimonianza dell’elevata volatilità tipica delle biotecnologie pure. In territorio negativo è invece AstraZeneca (AstraZenecaAZN161,46 $▼ -1,67%
AstraZenecaAZN161,46 $▼ -1,67%Cap.254,67 Mld $P/E24,40Div.2,65%AstraZeneca è un gruppo farmaceutico anglo-svedese nato nel 1999 dalla fusione tra Astra e Zeneca. È tra i leader mondiali in oncologia (Tagrisso, EnhApri la scheda →), che flette dell’1,19% su base giornaliera e allarga il passivo semestrale a un calo del 16,41%.

