Terremoto in casa Lindt, uno dei principali attori nel settore dolciario e del cioccolato mondiale. Vedere il timoniere di uno dei marchi più iconici del cibo di lusso lasciare il proprio incarico con effetto immediato è il segnale plastico delle difficoltà strutturali che stanno attraversando il settore agroalimentare ad alta gamma. Il passaggio di consegne in casa Lindt & Sprüngli non è arrivato attraverso una transizione morbida o pianificata nel tempo, ma si presenta come una vera e propria resa dei conti operativa richiesta dal CDA.
Quando una multinazionale di questo calibro si trova costretta a tagliare per ben due volte nello stesso anno le stime sulle vendite, la fiducia dei mercati tende a incrinarsi rapidamente, mettendo a nudo le debolezze di una strategia di prezzo diventata insostenibile di fronte alle tasche dei consumatori. Nel settore c’è tuttavia chi pone ancora speranze sul titolo, anche se in molti hanno abbandonato l’idea di esporsi sullo storico re del cioccolato.
Cacao alle stelle, consumi in frenata e tagli ai listini: le ragioni del cambio al vertice
Le dimissioni di Adalbert Lechner – in azienda da ben 33 anni e alla guida del gruppo dal 2022 – arrivano a meno di un mese dal secondo ridimensionamento delle stime di crescita per il 2026 comunicato a fine settembre. I due anni del suo mandato sono stati segnati da un contesto di mercato a dir poco proibitivo: i prezzi del cacao sono schizzati sui massimi storici a causa dei problemi di raccolto in Africa occidentale, costringendo il gruppo ad alzare i listini al dettaglio.
Il tutto proprio mentre le famiglie in Europa reduce dall’inflazione riducevano le spese per i beni non di prima necessità. La risposta del pubblico si è rivelata amara, con vendite in netto calo nei mercati tradizionali come Germania, Svizzera e Austria. Per correre ai ripari e riagganciare la clientela persa, il consiglio di amministrazione ha deciso di correre immediatamente ai ripari, nominando come Amministratore Delegato ad interim il vicepresidente Dieter Weisskopf.
Lo stesso professionista aveva già guidato con successo l’azienda fino al 2022. La sua missione sarà ostica e alquanto complessa, ossia quella di guidare il gruppo fino alla nomina del successore definitivo prevista per il secondo trimestre del 2027, concentrando gli sforzi sul taglio dei prezzi di listino in Europa per rianimare i volumi, mentre si rinnovano i vertici anche delle filiali tedesca e austriaca.
Il profondo rosso sul listino azionario
La tempesta che ha travolto la leadership operativa trova puntuale riscontro sull’andamento delle quotazioni a Zurigo. Al momento della stesura, le azioni Lindt & Sprüngli AG mostrano una perdita del -3,80% su base mensile, che si allarga a un pesante -19,00% nell’arco dell’ultimo semestre e tocca un drammatico -33,97% su scala annuale, cancellando miliardi di valore di mercato.
Un crollo di questa portata su un titolo storicamente considerato difensivo dimostra come persino le società con i marchi più forti al mondo possano soffrire pesantemente quando perdono il controllo dei volumi di vendita a causa dell’inflazione delle materie prime. Il richiamo in servizio di un manager esperto come Weisskopf e l’annuncio di investimenti mirati sul rilancio delle vendite rappresenteranno passaggi necessari per ricostruire la credibilità del gruppo.

