Chi entra in tabaccheria in queste ore si trova davanti all’ennesimo ritocco dei cartellini, con una serie di aumenti che colpiscono trasversalmente abitudini di consumo molto diverse tra loro. Non si tratta della classica manovra fiscale generale sulle bionde tradizionali, ma di un adeguamento puntuale dei listini richiesto direttamente da produttori e importatori, formalizzato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Il dato che salta all’occhio è l’estensione del fenomeno: dal classico tabacco trinciato da rollare, storicamente scelto da chi cercava di risparmiare rispetto al pacchetto classico, fino alle ricariche per i riscaldatori di nuova generazione. Al di là di chi compra, vi sono altri attori attenzionati alla notizia, ossia gli investitori. La domanda sorge spontanea: in un settore dove la domanda non cala mai del tutto, l’aumento dei prezzi al dettaglio si traduce in margini più ricchi per i giganti quotati del comparto?
Il provvedimento ADM del 14 ottobre: 28 prodotti al rialzo tra trinciati, stick e sigari
La determinazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), scaturita dalle istanze depositate dalle case produttrici a fine settembre, rimodella il costo di 28 referenze commerciali. Per la maggior parte dei prodotti l’incremento standard è di 20 centesimi a confezione, ma non mancano variazioni più marcate. Le buste (tabacco trinciato) da 30 grammi di Pueblo (nelle varianti Classic, Blue, Pink e Burley Blend) e di Golden Blend’s Virginia salgono da 8,00 a 8,20 euro, mentre i formati maxi da 70 grammi di Pueblo passano da 18,60 a 18,80 euro.
Ritocco di 20 centesimi anche per Manila e Golden Blend’s da 40 grammi (da 10,70 a 10,90 euro), mentre “IGN Il Gusto Nostrano” da 30 grammi registra un rialzo più contenuto di 10 centesimi, attestandosi a 8,00 euro tondi. La revisione riguarda anche stick per tabacco riscaldato, con 15 linee tra iD (come Bronze, Blue e Gold) e iSENZIA (tra cui Ice Blue Crush e Summer Red Crush), con i pacchetti da 20 pezzi che salgono tutti da 3,80 a 4,00 euro netti.
Variazioni annunciate anche per il segmento sigari, ad oggi sempre più adocchiato e tenuto sotto controllo da esperti e analisti. Entrando nel dettaglio, è possibile constatare una vera e propria dinamica a due facce con gli Attimi Extra Stagionato (15 pezzi) che rincarano di ben 2 euro passando da 28 a 30 euro, mentre la confezione da nove pezzi di Verticale Toscano Extravecchio registra un taglio di prezzo opposto, scendendo da 17 a 15 euro.
I titoli del tabacco festeggiano a tua insaputa?
I continui adeguamenti di listino dimostrano l’incredibile potere di determinazione dei prezzi (pricing power) che caratterizza l’industria del tabacco: i consumatori assorbono i rincari senza ridurre drasticamente i volumi, consentendo ai colossi industriali di difendere i propri margini operativi anche in fasi di costi di distribuzione crescenti. Il tutto sfruttando quella particolare dinamica e consapevolezza di chi è costretto ad assecondare i desideri della propria “dipendenza”, molte volte – purtroppo – a caro prezzo.
Sul listino di Londra, le azioni del gigante multinazionale Imperial Brands (ticker: $IMB) – proprietario e distributore di diversi marchi di trinciati e prodotti di nuova generazione, anche indicati e presenti nel listino delle variazioni trattato in questo articolo – scambiano a 2.743 pence (GBX), mettendo a segno un progresso giornaliero del +0,85% e consolidando un ottimo guadagno del +7,44% su base mensile.

