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Berkshire Hathaway 13F: la mappa delle partecipazioni da 299,3 miliardi di dollari

deposito del Modulo 13F relativo al Q2 2026 svela la composizione del portafoglio di Berkshire Hathaway: 29 titoli per 299,25 miliardi, con Apple in testa e forti riassetti su Alphabet e banche.

Il deposito del Modulo 13F presso la Securities and Exchange Commission relativo al secondo trimestre del 2026 svela la fotografia ufficiale delle partecipazioni azionarie quotate di Berkshire Hathaway. Il portafoglio complessivo gestito dalla holding ammonta esattamente a 299.253.558.000 dollari, distribuiti su un paniere altamente diversificato, che conferma la tipica strategia di questo grande gruppo d’investimento. I dati mostrano una chiara gerarchia tra i pesi massimi storici e gli asset secondari. Molti sono stati i cambiamenti rispetto all’ultimo documento presentato e tanti i colpi di scena che è opportuno ricordare.

La mappa ufficiale delle partecipazioni

Al vertice assoluto del portafoglio si conferma Apple (AppleAAPL305,93 $▲ +0,22%AppleAAPL305,93 $▲ +0,22%Cap.4,50 T $P/E35,97Div.0,36%Apple è tra le maggiori società al mondo per capitalizzazione: iPhone, Mac, servizi e wearable, con un ecosistema integrato hardware-software-servizi.Apri la scheda →), che rappresenta il 22,04% dell’intero patrimonio con 227.917.808 azioni dal controvalore di 65,95 miliardi di dollari, seguita da American Express al 17,14% (151.610.700 azioni per 51,28 miliardi) e da Coca-Cola al 10,86% (400.000.000 azioni per 32,51 miliardi). La quarta posizione è occupata da Alphabet Classe A (AlphabetGOOGL345,90 $▼ -0,13%AlphabetGOOGL345,90 $▼ -0,13%Cap.4,37 T $P/E17,76Div.0,25%Alphabet è la holding di Google: ricerca, YouTube, Android e il cloud (Google Cloud), con investimenti rilevanti su AI (Gemini) e scommesse di lungo pApri la scheda →)al 9,41% (78.791.167 azioni per 28,16 miliardi), affiancata da Bank of America al 9,20% con 483.394.015 azioni per 27,54 miliardi. Nel settore energetico spiccano Chevron al 4,67% (84.375.856 azioni per 13,99 miliardi) e Occidental Petroleum al 4,30% (264.941.431 azioni per 12,87 miliardi).

Completano la fascia alta Chubb Limited al 3,90% (34.249.183 azioni per 11,67 miliardi), Moody’s al 3,73% (24.669.778 azioni per 11,17 miliardi), Alphabet Classe C al 3,21% (27.188.433 azioni per 9,61 miliardi) e Kraft Heinz al 2,57% (325.634.818 azioni per 7,69 miliardi). Nel segmento intermedio troviamo DaVita al 2,15% (28.880.209 azioni per 6,43 miliardi), Delta Air Lines all’1,79% (57.320.000 azioni per 5,37 miliardi), SiriusXM all’1,23% (124.807.117 azioni per 3,69 miliardi), Verisign allo 0,76% (8.989.880 azioni per 2,26 miliardi) e Kroger allo 0,72% (39.000.000 azioni per 2,17 miliardi).

Più in basso si attestano Ally Financial allo 0,41% (27.000.000 azioni per 1,24 miliardi), Lennar Classe A allo 0,40% (13.111.741 azioni per 1,19 miliardi), Liberty Media Series C allo 0,37% (10.587.143 azioni per 1,12 miliardi), New York Times Classe A allo 0,37% (15.700.000 azioni per 1,10 miliardi), Capital One Financial allo 0,20% (3.000.000 azioni per 601,86 milioni) e Liberty Media Series A allo 0,17% (4.986.588 azioni per 504,94 milioni). Chiudono la lista delle partecipazioni minori Louisiana-Pacific allo 0,15% (445,59 milioni), Nucor allo 0,14% (413,81 milioni), Macy’s allo 0,06% (173,03 milioni), NVR allo 0,03% (75,71 milioni), Jefferies allo 0,01% (21,67 milioni), Lennar Classe B allo 0,01% (26,45 milioni) e il nuovo ingresso su D.R. Horton con 3.564 azioni per 581.000 dollari.

Le variazioni percentuali: i maxi acquisti su Alphabet e le riduzioni

Il confronto operativo del secondo trimestre evidenzia marcate rotazioni tattiche all’interno delle posizioni detenute dalla holding. L’offensiva più rilevante ha riguardato Alphabet, con la Classe C incrementata del +658,35% e la Classe A aumentata del +45,24%. Forti acquisti in termini percentuali hanno interessato anche il retail di Macy’s con un balzo del +141,82%, la compagnia aerea Delta Air Lines salita del +43,99%, il costruttore Lennar Corp con aumenti del +29,82% sulle azioni di Classe A e del +25,42% sulle Classe B, e il gruppo editoriale New York Times con un incremento del +3,65%, oltre all’acquisto ex-novo di D.R. Horton.

Sul fronte opposto, la riduzione più drastica ha colpito il settore finanziario di Capital One Financial, la cui posizione è stata tagliata del -58,04%, seguita dal comparto siderurgico di Nucor Corp ridotto del -52,45%. Vendite consistenti hanno riguardato anche la catena di supermercati Kroger con una contrazione del -22,00%, i servizi finanziari di Ally Financial alleggeriti del -6,90%, il colosso bancario Bank of America ridotto del -5,89% e i servizi sanitari di DaVita scesi del -4,05%, delineando una precisa riallocazione del capitale da parte della dirigenza di Omaha.

Avvertenza. Contenuto a scopo informativo, non è consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento. Investire comporta rischio di perdita del capitale. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.