Apple ha fatto una scelta che fino a poco tempo fa sembrava impensabile. Per portare Apple Intelligence in Cina, a dicembre, si appoggerà a Qwen, il modello di intelligenza artificiale di Alibaba. L’annuncio è arrivato sabato 31 ottobre e in una settimana ha cambiato l’umore di due Borse.
Perché dovrebbe interessarti? Perché nello stesso giro di giorni i tuoi risparmi possono aver vissuto due mondi opposti. Alibaba è salita del 12% in sette giorni, mentre il Nasdaq 100 perdeva il 5%. Chi ha un ETF sulla Cina ha festeggiato, chi ha un fondo sui chip ha incassato un colpo a doppia cifra.
Il numero che colpisce arriva da Hong Kong. Giovedì 5 novembre l’indice Hang Seng Tech è balzato del 5,6%, il miglior rialzo dal febbraio 2025. L’Hang Seng generale ha chiuso a +3,7%, con Alibaba e Tencent a fare da locomotiva.
Dall’altra parte dell’oceano la storia è rovesciata. Il Nasdaq è scivolato in correzione, cioè in una discesa marcata dai massimi, per il timore che gli investimenti nei data center per l’AI stiano rallentando. I soldi sono usciti dall’hardware americano e sono entrati nei colossi cinesi, che costavano molto meno.
Apple, Alibaba e la nuova geografia dell’intelligenza artificiale
Il cuore della notizia è semplice. In Cina Apple non può usare i partner che usa altrove per le funzioni AI degli iPhone. Serviva un modello locale, e la scelta è caduta su Qwen di Alibaba. Il debutto di Apple Intelligence nel Paese è fissato per dicembre.
Il mercato ha reagito subito. Nella seduta dopo l’annuncio Alibaba ha guadagnato il 6%. Poi il rialzo ha continuato a correre fino al +12% settimanale, proprio mentre Wall Street scendeva. Per AppleAAPL342,37 $▼ -0,52%
AppleAAPL342,37 $▼ -0,52%Cap.4,84 T $P/E38,84Div.0,33%Apple è tra le maggiori società al mondo per capitalizzazione: iPhone, Mac, servizi e wearable, con un ecosistema integrato hardware-software-servizi.Apri la scheda → è un modo di restare competitiva nel mercato cinese senza aspettare autorizzazioni per modelli esteri.
Non è stata solo Alibaba a spingere Hong Kong. Tencent ha presentato il suo nuovo modello AI, chiamato Hy4, da 770 miliardi di parametri. Il titolo è salito del 5,93% in una sola seduta. Il messaggio ai mercati è chiaro: la Cina ha i suoi campioni dell’intelligenza artificiale e li sta mettendo in vetrina.
Il contrasto con gli Stati Uniti rende tutto più evidente. Negli ultimi mesi il tema AI a Wall Street è stato sinonimo di chip, memorie e server. Ora quella fiducia si è incrinata, e gli investitori cercano un’altra strada per restare dentro il tema senza pagare prezzi record.
Vale la pena ricordare da dove partono i titoli cinesi. L’ETF UBS Solactive China Technology, seguito dalle schede del sito, segna +8,1% in sette giorni ma resta a -30,1% su dodici mesi. Il rally arriva dopo un anno pesante, non dopo una corsa.
Un dettaglio sul fronte Apple, per completezza. Il 3 novembre Jennifer Newstead, responsabile legale e degli affari governativi, ha venduto azioni per 781 mila dollari. Una cifra piccola per un colosso del genere, da leggere come normale gestione personale più che come segnale sull’azienda.
Il tuo ETF Cina e il tuo fondo chip dopo la mossa di Apple
Qui la notizia arriva fino al tuo portafoglio. Nelle schede del sito gli strumenti sulla Cina sono tutti in cima alla classifica della settimana. UBS Solactive China Technology UCITS ETFCQQQ6,37 $▲ +5,18%
UBS Solactive China Technology UCITS ETFCQQQ6,37 $▲ +5,18%L'UBS Solactive China Technology UCITS ETF replica l'indice Solactive China Technology: circa 90 società tecnologiche cinesi, comprese quelle quotate Apri la scheda → fa +8,1%, l’Amundi MSCI China Tech +4,8%, l’indice Hang Seng +4,7%. Se hai uno di questi in portafoglio, la settimana ti ha sorriso.
In fondo alla stessa classifica c’è il mondo dei chip. L’Amundi Global Memory Chips ha perso il 19,4% in sette giorni, SK Hynix il 23,1%. Vale però una nota: SK Hynix resta a +90,9% su dodici mesi. Chi è entrato un anno fa è ancora in forte guadagno, chi è entrato tre settimane fa no.
Un esempio aiuta a capire la forbice. Mille euro messi sull’ETF Cina tech una settimana fa oggi varrebbero circa 1.081 euro. Gli stessi mille euro sull’ETF memorie sarebbero scesi a circa 806 euro. Stesse giornate, stessa parola magica AI, risultati opposti.
Molti lettori non hanno né l’uno né l’altro, ma un fondo globale o un ETF mondiale. In quel caso hai probabilmente un po’ di entrambi: la Cina pesa poco, i chip americani e asiatici pesano molto. Il saldo della settimana dipende da quanto spazio ha il tech nel tuo strumento.
C’è poi chi ha gli ETF Cina tech da più di un anno. Il -18,7% a dodici mesi dell’Amundi MSCI China Tech, o il -7,6% dell’Hang Seng, dicono che questo rimbalzo non ha ancora cancellato le perdite. È un segnale di ritorno di interesse, non una rivincita completa.
Il punto vero è un altro. Per anni il tema AI nei portafogli italiani ha voluto dire solo Stati Uniti. L’accordo tra Apple e Alibaba mostra che esiste una seconda gamba, cinese, con prezzi molto più bassi dopo un anno difficile. Sapere dove stanno i tuoi soldi, oggi, conta più del solito.
Nelle prossime settimane tre date meritano attenzione. Il 19 novembre Alibaba pubblica i conti del trimestre di settembre: si capirà se gli investimenti in AI iniziano a pagare. A dicembre Apple Intelligence debutta in Cina su Qwen. E ogni seduta del Nasdaq dirà se la correzione sull’hardware AI è finita o continua.
Una settimana a +8% su un ETF Cina non racconta il futuro, così come un -19% sui chip non chiude la storia dell’AI americana. I risultati passati non garantiscono quelli futuri, e questa settimana lo ha ricordato nei due sensi.

