AMD è entrata nel club delle società da 1.000 miliardi di dollari. Lunedì 21 settembre il titolo ha toccato un massimo storico a 615,52 dollari e la capitalizzazione ha superato per la prima volta la soglia simbolica. Per AMDAMD619,63 $▲ +0,67%
AMDAMD619,63 $▲ +0,67%Cap.836,64 Mld $P/E126,68Div.0,00%Advanced Micro Devices (AMD) è uno dei due grandi progettisti mondiali di processori: CPU Ryzen ed EPYC, GPU Radeon e acceleratori Instinct per l'inteApri la scheda → è il traguardo di una corsa che dura da cinque sedute di fila.
Perché dovrebbe interessarti? Perché i chip sono ormai una fetta enorme dei listini americani. Chi ha un ETF sulla tecnologia o sul Nasdaq si porta a casa un pezzo di questo rally, spesso senza nemmeno saperlo.
Il numero che colpisce è la velocità. Secondo CNBC il titolo ha guadagnato circa il 25% in cinque sedute. Nella sola giornata di lunedì è salito tra il 9% e il 10%. Sul nostro sito AMD guida la classifica dei migliori a sette giorni con +22,1%, a 619,63 dollari.
La miccia però non l’ha accesa AMD. L’ha accesa Meta Platforms con Muse, il suo nuovo agente di intelligenza artificiale (un software che esegue compiti da solo per l’utente). I primi segnali di successo hanno convinto il mercato di una cosa semplice: serviranno ancora più chip.
AMD nel club dei 1.000 miliardi: l’effetto Muse di Meta su tutti i chip
AMD è il quarto produttore di chip americano a superare i 1.000 miliardi. Prima di lei ci sono arrivate Nvidia, Broadcom e Micron Technology. Fino a pochi anni fa era un club con un solo iscritto, oggi ha quattro soci.
Nvidia resta comunque lontanissima. La sua capitalizzazione vale circa 5.400 miliardi di dollari, oltre cinque volte quella di AMD. Il confronto dice quanto sia ancora concentrato il potere nel settore, anche dopo una settimana come questa.
Il rally non ha premiato solo la casa guidata da Lisa Su. Intel e Arm Holdings sono salite di circa il 10% nella stessa seduta di lunedì. Negli ultimi 30 giorni Intel ha guadagnato oltre il 35%, mentre AMD e Arm sono cresciute di quasi il 30%.
E Meta? Sul sito segna +10,6% in sette giorni, a 750,6 dollari. Il 21 settembre Cathie Wood ha comprato Meta PlatformsMETA750,60 $▲ +1,26%
Meta PlatformsMETA750,60 $▲ +1,26%Cap.1,71 T $P/E25,05Div.0,31%Meta Platforms controlla Facebook, Instagram e WhatsApp, con la pubblicità come principale fonte di ricavi e ingenti investimenti su AI e metaverso (RApri la scheda → su tre fondi: 32.394 azioni per 24,0 milioni di dollari su ARKK, 13.340 per 9,9 milioni su ARKW e 5.743 per 4,3 milioni su ARKF. In tutto circa 38,2 milioni in un giorno.
Nella stessa settimana il petrolio ha preso la direzione opposta. Exxon Mobil e Chevron hanno perso il 6,5%, Shell il 5,7%, l’ETF iShares Oil & Gas Exploration & Production il 4,4%. Due mondi che si muovono in senso contrario, nello stesso feed di notizie.
C’è anche un dettaglio dal fronte dei manager. Il 17 settembre Colette Kress, direttrice finanziaria di Nvidia, ha venduto 35.000 azioni in tre tranche per circa 7,7 milioni di dollari. Le vendite dei dirigenti sono spesso programmate da tempo e non vanno lette come un allarme, ma restano un dato da conoscere.
Chip nel tuo ETF: cosa significa il traguardo di AMD per i tuoi risparmi
Se hai un ETF sul Nasdaq 100, sull’S&P 500 o un fondo azionario mondiale, AMD e Meta sono con tutta probabilità già dentro. Il rally di questi giorni si è quindi già trasferito nel tuo estratto conto, anche se non hai mai comprato un’azione AMD.
Il punto vero è il peso. Quattro produttori di chip sopra i 1.000 miliardi, con Nvidia a 5.400, significano che una quota crescente di un indice “generalista” dipende dalla domanda di chip per l’intelligenza artificiale. La diversificazione, in pratica, è minore di quanto sembri sulla carta.
Chi ha un ETF specializzato sui semiconduttori vive una settimana da incorniciare. Vale però la regola dell’ascensore: sale veloce e scende altrettanto veloce. Un movimento del 25% in cinque sedute, nella direzione opposta, farebbe altrettanto male.
Anche chi ha un fondo pensione con una linea azionaria globale sente l’effetto, in forma diluita. Il contributo di un singolo titolo è piccolo, ma quando quattro società dello stesso settore crescono così tanto la somma si vede.
La storia di Muse spiega bene il meccanismo a catena. Un prodotto di Meta funziona, il mercato ne deduce più ordini di chip e premia AMD, Intel e Arm nello stesso giorno. Capire questo domino aiuta a leggere le prossime mosse del settore senza farsi trascinare dall’entusiasmo.
La domanda che molti si fanno è se sia tardi per salire a bordo. Nessuno ha la risposta: dipende dalla tenuta della domanda di chip nei prossimi trimestri, non dai titoli di oggi. La testata racconta i fatti, la scelta resta tua.
Cosa guardare nelle prossime settimane? Primo, se AMD riuscirà a restare sopra i 1.000 miliardi dopo cinque sedute di rialzo. Secondo, i prossimi aggiornamenti di Meta su Muse, la vera scintilla di tutto. Terzo, le mosse di ARK Invest e dei manager del settore, che seguiamo ogni giorno sul sito.
Una settimana straordinaria non fa una tendenza. I risultati passati non garantiscono quelli futuri, e questo vale anche per un titolo che ha appena scritto la sua pagina più brillante.

