Giovedì 29 ottobre 2026 Alphabet, la casa madre di Google, ha vissuto la peggiore seduta della sua storia. Il titolo ha perso il 12,6% in un giorno. In valore, circa 505 miliardi di dollari svaniti tra apertura e chiusura di Wall Street.
Perché dovrebbe interessarti? Perché Google è ovunque. Nel motore di ricerca che usi dieci volte al giorno, ma anche nell’ETF globale, nel fondo pensione e nel piano di accumulo di milioni di risparmiatori. Difficile avere un portafoglio azionario senza avere un pezzetto di Alphabet.
Il numero che colpisce è la dimensione del tonfo. Si tratta della seconda perdita di valore in un giorno più grande di sempre, dietro solo ai quasi 600 miliardi bruciati da Nvidia nel gennaio 2025. Alphabet è uscita dal club delle società da 4.000 miliardi di dollari ed è stata superata da Microsoft come terza azienda più preziosa al mondo.
A distanza di giorni il titolo non ha recuperato. I dati aggiornati al 2 novembre 2026 mostrano AlphabetGOOGL283,80 $▲ +1,42%
AlphabetGOOGL283,80 $▲ +1,42%Cap.3,92 T $P/E15,90Div.0,27%Alphabet è la holding di Google: ricerca, YouTube, Android e il cloud (Google Cloud), con investimenti rilevanti su AI (Gemini) e scommesse di lungo pApri la scheda → a 283,42 dollari, in calo dell’11,7% nell’ultima settimana. Dal record di maggio 2026, il valore perso complessivamente sfiora i 1.400 miliardi di dollari.
Alphabet, la trimestrale che ha spaventato Wall Street
La cosa curiosa è che i ricavi vanno benissimo. Nel terzo trimestre 2026 sono saliti del 25% rispetto a un anno fa, fino a 127,6 miliardi di dollari. Non è il bilancio di un’azienda in crisi.
Il problema è quanto resta in tasca. L’utile per azione è sceso a 2,12 dollari, contro i 2,87 dollari dello stesso trimestre dell’anno scorso. Si vende di più, ma si guadagna meno per ogni azione.
Poi c’è il dato che ha fatto davvero saltare gli investitori. Il free cash flow, cioè la cassa che resta dopo aver pagato gli investimenti, è stato negativo per circa 9,1 miliardi di dollari. È il secondo trimestre consecutivo in rosso. Non era mai successo dalla quotazione del 2004 fino a quest’anno.
Il motivo ha un nome: intelligenza artificiale. La spesa in conto capitale, ovvero i soldi messi in data center e chip, ha toccato 51,4 miliardi di dollari nel trimestre. Più del doppio rispetto all’anno precedente.
Intanto il cuore del business rallenta. I ricavi di Google Search sono cresciuti del 12%, a circa 63,3 miliardi di dollari, sotto le attese degli analisti e in frenata rispetto al +17% del trimestre precedente. Google Cloud invece ha più che raddoppiato i ricavi, oltre i 31 miliardi.
Da qui la spaccatura degli analisti. C’è chi vede un’occasione in un’azienda che cresce del 25% e viene punita così. E c’è chi teme che la corsa all’IA stia sfuggendo di mano, con una cassa che non regge il ritmo. Un dettaglio dal registro insider: proprio il 29 ottobre il consigliere Arnold Frances ha venduto 82 azioni, per circa 23.000 dollari. Cifra minuscola, ma la coincidenza di date fa sorridere.
Quanto Google pesa nei risparmi di chi legge
Partiamo da chi ha le azioni in mano. Con un calo dell’11,7% in sette giorni, chi aveva 1.000 euro in Alphabet una settimana fa oggi ne conta circa 883. Nessuna perdita reale finché non si vende, ma il colpo sul conto titoli si vede.
Poi c’è la fetta più grande di lettori: quelli che Google ce l’hanno senza averla scelta. Alphabet è una delle società più grandi del mondo e sta in cima ai panieri degli ETF globali, di quelli sull’S&P 500 e sul Nasdaq. In quegli strumenti il peso è alto e il tonfo si è sentito.
Vale anche per il fondo pensione. Molte linee azionarie investono sulle borse mondiali, quindi contengono Alphabet. L’effetto però è diluito tra centinaia di titoli: il crollo di una società pesa meno di quanto faccia impressione il numero da 505 miliardi.
Il confronto con MicrosoftMSFT518,15 $▼ -0,72%
MicrosoftMSFT518,15 $▼ -0,72%Cap.3,95 T $P/E29,22Div.0,74%Microsoft è leader mondiale nel software e nel cloud (Azure), con una spinta crescente sull'intelligenza artificiale (Copilot, OpenAI). Titolo cardineApri la scheda → lo dimostra. Mentre Alphabet scivolava, Microsoft la superava nella classifica delle aziende più preziose. Chi ha un ETF diversificato ha in pancia entrambe: la discesa di una viene in parte bilanciata dalla tenuta dell’altra.
C’è anche l’altra faccia della medaglia. Quei 51,4 miliardi spesi da Google in un trimestre finiscono nelle tasche di chi vende chip e infrastrutture per l’IA. Chi ha un ETF sui semiconduttori vede la stessa notizia da un punto di vista opposto.
La domanda di fondo è semplice: la cassa negativa è un prezzo temporaneo da pagare per l’IA o un nuovo modo di funzionare di Google? La risposta la daranno i prossimi bilanci, non i titoli dei giornali.
Cosa guardare nelle prossime settimane. Primo: se il free cash flow torna positivo nel prossimo trimestre, dopo due in rosso. Secondo: la crescita di Google Search, scesa dal 17% al 12%, per capire se il rallentamento continua. Terzo: la traiettoria della spesa in conto capitale e il sorpasso di Microsoft, che segnala dove il mercato mette fiducia oggi.
Una sola avvertenza, da ricordare sempre: i risultati passati non garantiscono quelli futuri, e un crollo storico non è né una condanna né un’occasione automatica.

