TSMC apre oggi, giovedì 15 ottobre, i libri del terzo trimestre 2026. E lo fa con un dettaglio che in redazione ha fatto alzare un sopracciglio: otto giorni fa, il 7 ottobre, il numero uno Wei Che-Chia e altri cinque dirigenti hanno comprato azioni della propria azienda. Tutti nello stesso giorno.
Perché dovrebbe interessarti? TSMC è la fabbrica che produce i chip di Nvidia, Apple e AMD. Se hai un ETF tecnologico o sui semiconduttori, quasi certamente la possiedi senza averla mai scelta. Il suo trimestre, in pratica, è un pezzo del tuo PAC.
I numeri attesi sono pesanti. Gli analisti stimano un utile netto in crescita di circa il 64-65%, a 740-746 miliardi di dollari taiwanesi, cioè circa 23,4 miliardi di dollari. Sarebbe il sesto trimestre di fila con profitti record.
I ricavi, in realtà, si conoscono già dall’8 ottobre: 46,71 miliardi di dollari, sopra la forchetta promessa di 44,6-45,8 miliardi. Eppure quel giorno le azioni a New York hanno chiuso in calo del 2,09% a 472,20 dollari. E ieri, alla vigilia dei conti, hanno perso un altro 3,40%.
TSMC, cosa dicono gli acquisti del CEO prima dei conti
Guardiamo da vicino le operazioni registrate nella sezione insider del sito. Wei Che-Chia, presidente e amministratore delegato, ha comprato 144 azioni per circa 11.000 dollari. Il vice Kevin Zhang, responsabile operativo in seconda, ne ha prese 59 per circa 5.000 dollari.
Poi ci sono i vicepresidenti Wu Shien-Yang, Yeap Choh Fei, Yoo Chue-San e Yuan Lipen. Tra le 40 e le 53 azioni a testa, controvalore tra 3.000 e 4.000 dollari ciascuno. Sei acquisti, sei dirigenti, un solo giorno: il 7 ottobre.
Le cifre, diciamolo subito, sono minuscole per gente che guida un colosso da decine di miliardi di ricavi. Nessuno qui ha fatto all-in. Il punto non è il denaro, è il calendario: il giorno prima della pubblicazione dei ricavi mensili e otto giorni prima della trimestrale.
Chi lavora in cima a TSMCTSM430,00 $▼ -3,40%
TSMCTSM430,00 $▼ -3,40%Cap.2,35 T $P/E34,04Div.0,98%Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC) è il più grande produttore di semiconduttori per conto terzi al mondo, con sede a Hsinchu, Taiwan. FApri la scheda → conosce l’andamento degli ordini prima di chiunque altro. Comprare, anche poco, mentre il titolo scendeva dopo un rialzo del 55,39% da inizio anno a New York (e del 63% a Taipei) è un messaggio. Un messaggio di fiducia, non una garanzia.
Il motivo della fiducia ha un nome: intelligenza artificiale. Il calcolo ad alte prestazioni, la parte di chip che serve ai data center, vale ormai il 66% dei ricavi trimestrali, contro il 61% del trimestre prima. In tre mesi la fetta AI è cresciuta di cinque punti.
Per stare dietro alla domanda, TSMC ha alzato il piano di spesa per fabbriche e macchinari del 2026 a 60-64 miliardi di dollari, tra il 48% e il 58% in più rispetto al 2025. Il rovescio della medaglia: gli analisti vedono il margine netto scivolare verso il 50%. Crescere così in fretta costa.
Nel tuo ETF sui chip c’è TSMC: cosa guardare oggi
Veniamo a te. Chi ha in portafoglio un fondo sul Nasdaq, sulla tecnologia o sui semiconduttori sta seguendo questa trimestrale anche senza saperlo. TSMC è il collo di bottiglia dell’intera filiera: se le sue fabbriche rallentano, Nvidia, AMD e Apple non hanno dove far produrre i loro chip.
Il momento è delicato perché il settore sta rifiatando. Tra le schede del sito, l’ETF Amundi Global Memory Chips ha perso il 9,7% in sette giorni, SK Hynix il 17,6% dopo un anno a +244,8%. Quando i chip tremano, il pezzo tecnologico del tuo PAC si muove tutto insieme.
Ecco perché un utile da 23,4 miliardi di dollari conta più di una seduta. Se i conti confermano la stima, la domanda di AI resta solida alla fonte, cioè in fabbrica. Se delude, la paura sui chip delle ultime due settimane trova una conferma dall’unico posto che non può mentire: gli ordini reali.
C’è anche una lezione pratica nel -3,40% di ieri. Numeri record già annunciati non hanno evitato il calo, perché il titolo aveva corso tanto e il mercato guarda ai margini, non solo ai ricavi. Per chi investe con orizzonte lungo, la seduta di oggi dice meno della direzione dei prossimi trimestri.
Intanto i grandi gestori continuano a puntare sul calcolo AI. Ieri i fondi di Cathie Wood hanno comprato CoreWeave per oltre 16 milioni di dollari tra ARKK e ARKW, e Cerebras per 8,1 milioni. Tutta quella potenza di calcolo ha bisogno di chip, e la domanda finisce sempre sui produttori.
Nelle prossime settimane tre cose meritano attenzione. Primo: il margine netto, se davvero scende al 50% o tiene. Secondo: la quota di ricavi legata ad AI e calcolo ad alte prestazioni, oltre o sotto il 66%. Terzo: la conferma del piano di spesa da 60-64 miliardi e le indicazioni sul quarto trimestre.
Vale anche la pena tenere d’occhio la sezione insider: un secondo giro di acquisti dopo i conti direbbe molto più delle poche migliaia di dollari del 7 ottobre. E come sempre, i risultati passati, anche sei trimestri record di fila, non garantiscono quelli futuri.

