Tecnologia

SK Hynix -12,8%, la Cina produce DRAM avanzate: ecco cosa cambia per i chip nel tuo ETF

La cinese CXMT annuncia la produzione di massa di memorie DRAM di quinta generazione e il lunedì si apre in rosso per SK Hynix, Samsung e Micron. Il comparto chip era già sotto pressione da una settimana.

Chip di memoria DRAM su una scheda elettronica Google DiscoverSegui giocareinborsa.net su Google DiscoverSeguici su Google Discover
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Il lunedì nero delle memorie ha un nome cinese: CXMT. Domenica 11 ottobre ChangXin Memory Technologies ha annunciato di aver avviato la produzione di massa di DRAM di quinta generazione. Il giorno dopo SK Hynix e Samsung Electronics hanno perso oltre il 3% in Borsa.

Perché ti riguarda? Le DRAM sono le memorie che stanno dentro computer, telefoni e server per l’intelligenza artificiale. Chi ha un ETF tecnologico o sui semiconduttori nel PAC ha quasi certamente SK Hynix, Samsung o Micron in pancia, anche senza averlo mai scelto.

Il numero che colpisce arriva dalle schede del sito. SK Hynix segna -12,8% negli ultimi sette giorni, a 1.605.000 won, ed è l’ultima della classifica settimanale. Eppure su dodici mesi il titolo resta in guadagno del 286,8%: la corsa era stata enorme.

Non è un caso isolato. Nella stessa lista rossa ci sono STMicroelectronics a -11,1%, Intel (IntelINTC101,25 $▼ -3,30%IntelINTC101,25 $▼ -3,30%Cap.553,46 Mld $P/E809,33Div.0,48%Intel Corporation è una delle più grandi aziende di semiconduttori al mondo, con sede a Santa Clara, California. Progetta e produce processori per PC,Apri la scheda →) a -9,9% e Teradyne a -9,4%. Il comparto chip stava già frenando da giorni. La mossa cinese ha solo aggiunto benzina a un fuoco acceso.

SK Hynix e la sfida cinese: cosa ha annunciato davvero CXMT

CXMT dice di aver raggiunto la produzione di massa con una piattaforma DRAM di quinta generazione. Ha riportato anche progressi su una struttura di cella 4F², cioè un modo per stipare più memoria nello stesso spazio. È la stessa tecnologia che Samsung e SK Hynix inseguono da tempo.

Perché il mercato ha reagito così male? Fino a ieri la memoria avanzata era un club chiuso: due coreane e un’americana, Micron. Se un quarto produttore entra con volumi veri, prezzi e margini possono cambiare. Non è detto che accada, ma la Borsa sconta sempre prima.

Anche Micron è scesa nella notte sulla notizia. E i nervi erano già scoperti: secondo CNBC il precedente ribasso dei chip aveva bruciato oltre 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione tra i titoli legati al boom dell’AI. Ogni nuova paura trova un terreno fertile.

C’è però un segnale in direzione opposta. Tra l’1 e il 7 ottobre otto manager di TSMC, il grande produttore taiwanese di chip avanzati, hanno comprato azioni della propria società. Tra loro il presidente e amministratore delegato Wei Che-Chia, con 144 azioni per circa 11.000 dollari.

Cifre piccole, certo. Ma quando chi guida un’azienda compra invece di vendere, di solito il mercato prende nota. È fiducia dall’interno, nel pieno di una settimana in cui fuori regnava la paura.

Cathie Wood, intanto, ha fatto la mossa inversa su un altro nome dei chip. Il 9 ottobre il suo fondo ARKK ha venduto 3.411 azioni di AMD per circa 2,15 milioni di dollari. Nella stessa seduta sono uscite anche quote di Alphabet e Shopify: un riassetto di portafoglio in cui i semiconduttori non sono stati risparmiati.

Chip e memorie nel tuo ETF: SK Hynix pesa più di quanto pensi

Facciamo un calcolo semplice. Chi una settimana fa aveva 1.000 euro su SK Hynix oggi ne ha circa 872. Dentro un ETF il colpo è diluito, perché il titolo è una fetta del paniere. Ma se il tuo fondo è tutto sui semiconduttori, la fetta non è piccola.

Il rosso che vedi nell’app in questi giorni, quindi, non è un errore. È la somma di un comparto che correva da mesi e di una notizia che mette in discussione chi comanda nelle memorie. Capirlo aiuta a non reagire d’impulso.

La partita tocca anche Piazza Affari. STMicroelectronics (STMicroelectronicsSTM46,24 €▼ -0,68%STMicroelectronicsSTM46,24 €▼ -0,68%Cap.41,70 Mld €Div.0,67%STMicroelectronics N.V. è il maggiore produttore europeo di semiconduttori, nato nel 1987 dalla fusione dell'italiana SGS Microelettronica e della fraApri la scheda →) ha perso l’11,1% in sette giorni e vale 46,24 euro. Su dodici mesi è ancora in rialzo dell’86,9%, quindi chi ha un ETF sul FTSE MIB ha incassato molto prima di questa frenata. Intel, a 101,25 dollari, racconta una storia simile sul lato americano.

E per i prezzi che paghi? Se la concorrenza cinese si rivelasse reale, chi compra memorie, cioè produttori di PC, telefoni e data center, avrebbe un fornitore in più. Per il consumatore la strada è lunga e piena di variabili. Oggi si parla di annunci, non ancora di scaffali.

La domanda che ti stai facendo è legittima: rischio strutturale o occasione? Ci sono due letture. La prima: la Cina recupera terreno in un settore che sembrava blindato, e questo pesa per anni. La seconda: dopo un +286,8% in dodici mesi, SK Hynix stava solo cercando una scusa per tirare il fiato.

Nessuno oggi può dire quale delle due prevarrà. Quello che conta è che la risposta arriverà dai numeri, non dai titoli dei giornali. E i numeri, nelle prossime settimane, non mancheranno.

Tre cose da tenere d’occhio. Primo: le prossime trimestrali di SK Hynix, Samsung e Micron, con le indicazioni sui prezzi delle DRAM. Secondo: se CXMT passerà dall’annuncio a forniture reali verso i grandi clienti. Terzo: le mosse degli insider di TSMC e le prossime vendite di Cathie Wood sui chip.

Una sola avvertenza, senza prediche: i risultati passati non garantiscono quelli futuri, e un titolo che ha fatto +286,8% può muoversi tanto anche al ribasso.

Avvertenza. Contenuto a scopo informativo, non è consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento. Investire comporta rischio di perdita del capitale. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.