Mentre i riflettori globali restano puntati sui giganti tecnologici d’oltreoceano, sul listino di Euronext Growth Milan si consuma un passaggio cruciale per il panorama italiano dell’automazione avanzata. Spesso si tende a credere che il business dell’intelligenza artificiale sia un terreno esclusivo dei colossi da trilioni di dollari, ma la pubblicazione dei conti semestrali di Expert.ai dimostra come le dinamiche di trasformazione industriale stiano accelerando anche tra le realtà a media capitalizzazione.
A dirlo non siamo di certo noi, bensì i numeri ufficiali presentati con entusiasmo dal gruppo stesso, che ricordiamo essere quotato su Borsa Italiana. Per chi è da anni attento ai movimenti e alle realtà del bel Paese il bivio è netto: siamo di fronte a una vera inversione di rotta operativa o all’ennesimo rimbalzo contabile spinto dalle acquisizioni?
I numeri del semestre di Expert.ai: ricavi a 20,4 milioni ed EBITDA che torna in attivo
La prima metà del 2026 consegna ad Expert.ai una fotografia di bilancio in netto progresso rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, evidenziando un incremento del 30% del fatturato complessivo a quota 20,4 milioni di euro (contro i 15,6 milioni del 2025) e un valore della produzione salito a 22,6 milioni (+26%). Il dato di svolta riguarda la marginalità operativa lorda, con un EBITDA che risale a 1,5 milioni di euro ribaltando il rosso di 0,6 milioni di dodici mesi prima, mentre il passivo netto si riduce del 45% scendendo a 3,7 milioni.
Il tutto a fronte del disavanzo di 6,8 milioni registrato nel primo semestre 2025. A fare da traino sono stati i servizi professionali, più che raddoppiati a 6,7 milioni anche per merito dell’integrazione di ISED completata a luglio 2025, affiancati dalla progressione dei contratti ricorrenti a 4,6 milioni (+55%) legati al progetto Villanova, a fronte di una fisiologica contrazione delle licenze tradizionali a 6,1 milioni dettata dalla transizione verso modelli di sottoscrizione annuale e dal rallentamento sul mercato nordamericano.
La crescita del capitale circolante e le spese in ricerca e sviluppo per 2,9 milioni hanno portato l’indebitamento finanziario netto a 12,1 milioni di euro dai 7,1 milioni di fine esercizio precedente, una dinamica parzialmente mitigata ad agosto dal rimborso di 4 milioni da parte di Villanova.ai. Sul piano industriale, il management guidato da Dario Pardi punta dritto al piano 2026-2028: a fare da catalizzatore strategico sono la partnership commerciale con Microsoft Italia, l’integrazione con la Pubblica Amministrazione e la sanità digitale.
Inquadramento del titolo, tra rischi e prospettive
La risalita dei margini e la tenuta dei ricavi ricorrenti confermano che la strategia di ristrutturazione industriale sta dando i primi frutti tangibili. La prudenza e lo diciamo a gran voce, resta tuttavia d’obbligo. La presenza di un flusso di cassa operativo ancora assorbito dai crediti commerciali e un EBIT negativo per 2,8 milioni ricordano che il passaggio verso la piena redditività netta richiede ancora tempo.
Al momento di questa stesura, una singola azione Expert.ai (BIT: $EXAI) è scambiata a 1,62 euro. Si tratta di un prezzo che mette in evidenza (secondo i dati riportati direttamente da Google Finance) una flessione negative dello 0,49% su base giornaliera, ma una crescita fiduciosa del +7,73% su base mensile. Pur lontani dai fatturati e dai numeri generati da grandi colossi AI (si pensi a AlphabetGOOGL344,08 $▲ +0,93%
AlphabetGOOGL344,08 $▲ +0,93%Cap.4,19 T $P/E17,09Div.0,26%Alphabet è la holding di Google: ricerca, YouTube, Android e il cloud (Google Cloud), con investimenti rilevanti su AI (Gemini) e scommesse di lungo pApri la scheda →), la realtà italiana resta un bel fiore all’occhiello, da analizzare con attenzione.

