Petrobras (PetrobrasPBR23,80 $▼ -1,41%
PetrobrasPBR23,80 $▼ -1,41%Cap.155,57 Mld $P/E5,47Div.8,84%Compagnia energetica brasiliana a controllo statale, leader nell'estrazione offshore nei giacimenti pre-sal.Apri la scheda →) è il titolo più caldo della settimana. Il gigante del petrolio brasiliano ha guadagnato il 16,9% in sette giorni e guida la classifica dei migliori del sito, davanti a Novavax e SpaceX. Lunedì le azioni sono arrivate a correre del 10,9% già prima dell’apertura di Wall Street, toccando 24 dollari.
Perché dovrebbe interessarti? Perché Petrobras non è un nome esotico lontano dai tuoi risparmi. Chi ha un ETF sui mercati emergenti o sull’energia ha probabilmente un pezzetto di questa società in portafoglio, spesso senza saperlo.
Due notizie hanno acceso il titolo nello stesso momento. La prima è una scoperta di petrolio a quasi 2.900 metri di profondità al largo dell’Amazzonia. La seconda arriva dalle urne: il primo turno delle presidenziali brasiliane ha regalato una sorpresa che la Borsa ha festeggiato subito.
Il numero che colpisce però è un altro: in dodici mesi le azioni hanno guadagnato il 74,6%. Tradotto, 1.000 dollari messi su Petrobras un anno fa oggi ne valgono circa 1.746. Il prezzo attuale è di 23,8 dollari, a un passo dal massimo dell’anno di 24,76.
Petrobras tra la scoperta in Amazzonia e il voto Bolsonaro-Lula
Partiamo dalle trivelle. Petrobras ha comunicato una seconda scoperta nel pozzo Morpho, nel blocco FZA-M-59 del bacino Foz do Amazonas, al largo dello Stato dell’Amapá. Il petrolio è stato trovato a circa 2.886 metri di profondità, in quello che gli addetti chiamano un pozzo ultra-profondo.
Non è un dettaglio da geologi. Secondo studi del governo brasiliano, l’intera area della Foz do Amazonas potrebbe contenere fino a 10 miliardi di barili equivalenti di petrolio. Una conferma in più che quella zona non è un azzardo, ma una possibile nuova frontiera per il gruppo.
Poi c’è la politica. Domenica Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente, ha ottenuto il 47% dei voti al primo turno, davanti al presidente in carica Lula fermo al 45%. Il ballottaggio è fissato per fine ottobre e deciderà chi guiderà il Paese nei prossimi anni.
Gli analisti si sono mossi in fretta. Wall Street Zen nel weekend ha alzato il giudizio da Buy a Strong Buy. JPMorgan mantiene un giudizio positivo (Overweight) con obiettivo a 24 dollari, il più alto tra quelli citati, mentre UBS il 23 settembre aveva già portato il suo da 22 a 23 dollari.
Attenzione a un dettaglio: con il titolo a 23,8 dollari, quegli obiettivi sono praticamente già raggiunti. Significa che gran parte della buona notizia è già nei prezzi, almeno secondo chi segue il titolo per mestiere. Il resto lo faranno petrolio e urne.
Il contrasto con il resto della classifica settimanale è netto. Mentre Petrobras volava, Schneider Electric perdeva il 10,2% e i produttori di terre rare come Lynas (-6,8%) e Arafura (-5,7%) scivolavano. Petrolio su, materiali del futuro giù: una settimana che racconta bene l’umore dei mercati.
Cosa significa Petrobras per il tuo ETF sui mercati emergenti
Qui entri in gioco tu. Il modo più comune per avere Petrobras in portafoglio non è comprare il singolo titolo, ma possedere un ETF sui mercati emergenti. Il Brasile è uno dei grandi Paesi di quel paniere e Petrobras è il suo gigante del petrolio: difficile non incrociarla.
Lo stesso vale per chi ha un fondo pensione o un PAC con una quota di Paesi emergenti. Un balzo del 16,9% in una settimana su un singolo titolo non cambia la vita di un portafoglio diversificato, ma lascia il segno. E ti ricorda che una parte dei tuoi soldi dipende da una trivella al largo dell’Amazzonia.
C’è però l’altra faccia della medaglia. Petrobras oggi dipende tanto dal prezzo del petrolio quanto dall’esito di un’elezione. Un titolo capace di fare +74,6% in un anno può muoversi con la stessa forza anche al contrario, e un ballottaggio è per definizione un evento a due esiti.
Per capire la portata basta il percorso dell’ultimo anno: le azioni sono passate da un minimo di 11,43 dollari a un massimo di 24,76. Più che raddoppiate dal punto più basso. Chi ha un ETF emergenti ha vissuto quel viaggio, nel bene e nel male, senza accorgersene.
C’è poi la questione geopolitica. Un investimento passivo sembra tranquillo, ma dentro ha Paesi dove un voto può cambiare in un giorno il valore di un’azienda. Il caso Petrobras mostra in modo concreto quanto urne e trivelle pesino sui risparmi di chi investe senza guardare ogni singolo titolo.
Cosa guardare nelle prossime settimane? Tre cose. Il ballottaggio tra Bolsonaro e Lula a fine ottobre, che darà al Brasile il suo prossimo presidente. Le prossime comunicazioni sul pozzo Morpho e sul bacino Foz do Amazonas. E l’andamento del petrolio, che resta il carburante di ogni titolo energetico.
Il titolo è a 23,8 dollari, a meno di un dollaro dal massimo annuale. Ricorda che i risultati passati non garantiscono quelli futuri: un rally del 74,6% racconta l’anno appena finito, non quello che viene.

